Ron Hicks: come congelare un istante

Attualmente se si pensa ad arte e all’opera d’arte si è istantaneamente catapultati nello sconfinato regno dell’arte contemporanea. Eppure, c’è ancora chi, in epoca odierna, cattura istanti e li rappresenta come qualche secolo fa. Il genio è Ron Hicks, artista cinquantaquattrenne, pittore impressionista.

Dedicatosi fin da bambino alla pittura, partecipò a numerosi concorsi, molti dei quali furono da lui vinti. Hicks si ispira a quelle che erano le tendenze dei maestri olandesi del XVII secolo, ma utilizzando come protagonisti soggetti contemporanei.

Hicks ha l’abilità di rappresentare con grazia l’attimo prima che qualcosa stia per avvenire. Generalmente rende protagonista delle proprie tele una donna, rappresentata nelle sue pose più rilassate. Non tende a prediligere un unico tipo di donna: raffigura donne timide, donne impacciate, ma anche donne fiere e spavalde. Accanto alla protagonista c’è solitamente un uomo, che non sta lì per rubarle la scena, o per avere comunque un impatto notevole su quella stessa scena; lui sta accanto alla protagonista semplicemente come figura complementare, può fungere sia da figura che provoca tensione che come figura che genera armonia. I personaggi sono spiati il più delle volte nell’attimo prima di scambiarsi un bacio.


Il pittore ha questa abilità di sospendere l’attimo, di estrinsecarlo dalla situazione comune e congelarlo nell’eternità. La situazione si trova sospesa, in quello che secondo la lingua giapponese viene ad essere identificato con la parola ma, un’astrazione, un intervallo, estraneo allo spazio e al tempo. L’immagine è così congelata e potrebbe essere avvenuta o potrebbe essere ripetuta ovunque, in ogni spazio, in ogni tempo.

I suoi soggetti si trovano in bar stile anni ’30, in auto, seduti su di una panchina. Immortala non solo gli istanti che precedono il bacio, ma anche ciò che avviene quando i due corpi stanno per abbracciarsi, quando uno dei due sta per fare una carezza all’altro, o il modo in cui sta per nascere uno sguardo. Hicks predilige l’utilizzo di colori scuri, quasi mai puri, preferendo le tinte cupe del grigio, ma lasciando talvolta spazio a piccoli raggi di luce.

In una società che tende sempre più alla mercificazione dei sentimenti, Hicks ci ricorda cosa sia il bisogno di tenerezza. Con le sue tele provoca i più profondi moti dell’anima, racchiude e congela istanti di pura armonia e complicità, ricordandoci che al di là della vita che corre veloce, dei mezzi mediatici e della vita sui social, siamo ancora fatti di carne e di emozioni.
Chi non vorrebbe essere sospeso per sempre nell’attimo prima di un bacio?

Qui potrete vedere alcuni dei più bei baci ritratti da Hicks: http://www.ronhicks.com/new-page-4

Immagini tratte da www.ronhicks.com

di Francesca Caianiello

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