Ritorno all’Endgame (no spoiler)

di Maria Cristiana Grimaldi

Avengers Endgame non è un film perfetto. Come tutti i prodotti Marvel ha difetti dovuti alla difficoltà di rendere completa giustizia a caratteri e azioni provenienti dal mondo del fumetto. Il limite c’è ma ciò che ha sempre contraddistinto la Marvel è la capacità di farcelo dimenticare. Ora abbiamo solo il dovere di contemplare la fine di un’era che farà sempre parte di noi.

The shrieking of nothing is killing

Così avevamo lasciato alcuni dei nostri eroi: col nulla.
Mezzo universo sterminato nel silenzio più totale. Quell’inquietante assenza di voci e rumori che hanno caratterizzato la fine di Infinity War ce la porteremo sempre dentro.
Né urla, né caos, solo atroce quiescenza.
I brividi sono quelli delle esistenze che vengono cancellate come se non avessero mai messo piede fisicamente in questa realtà. Ma il meccanismo più atroce è quello della memoria di chi, in questa partita a scacchi con la il caso, ha vinto ed è ancora in gioco. Colui che ha deciso per tutti, eliminando metà della popolazione, non ha lasciato che anche il ricordo di chi è andato fosse spazzata via.
Questo è ciò che più fa male, ma è anche il leitmotiv che anima tutto. La rassegnazione non fa parte di coloro che in questi anni abbiamo imparato ad amare.
Sono quelli che nel bene o nel male hanno sentito il dovere di aderire alla causa di una giustizia non sempre completa e soddisfacente perché niente in realtà può essere perfettamente bilanciato. L’universo è un gioco di forze che uniscono e dividono, è un sistema che chiede sempre qualcosa in cambio.
In questo incerto scorrere del tempo dei ruoli si riconfermano, alcuni cambiano, mentre le amicizie si rafforzano per lasciarci sognare ancora una volta. “I’m stuck with a valuable friend”.
Dicevo, il nulla. Un pugno di polvere, ciò che siamo destinati a essere, cenere che cavalca l’aria e torna a girovagare attraverso il creato per divenire altro.
Nel frattempo, in questo momento storico, l’emozione ci trascina sul campo di battaglia e fa dimenticare che non apparteniamo a quella realtà, che siamo solo spettatori sulla soglia. Ecco qual è, ancora una volta e a maggior ragione, il grande merito dell’MCU: farci indossare quell’incredibile pelle d’oca, il nostro senso di ragno di spettatori affascinati.
Questo film è un’incredibile elaborazione del lutto, di un grido mancato. Ognuno deve guarire a modo proprio, ma solo loro possono vendicare ciò che è stato. E io non ho diritto di dirvi più niente, solo un’ultima cosa, ancora una volta:
                                                    

  Avengers uniti!

 

But I’m hoping to kick but the planet it’s glowing
Ashes to ashes, funk to funky

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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