La cosa più preziosa

Carlotta un po’ ci ha perso le speranze.
Ogni volta si dice che si darà da fare e che riprenderà in mano i libri, che riuscirà a finire quella versione di Tacito che l’assilla da mesi. Ogni volta, come la prima volta, Carlotta fissa quelle righe a lungo, chiude stizzita il manuale e “facciamo che comincio domani, dai”.
Carlotta è ammirata dalle sue amiche. Ha gambe lunghe che hanno fatto chilometri e portata quasi alla fine degli studi, una bella testa sulle spalle, determinazione da vendere. Cammina leggera, Carlotta, ma in realtà pesa come un macigno.
Lo noti dai suoi occhi stanchi che guardano verso il cielo ma non ci si soffermano, dal guizzo di fastidio quando la scuoti dal suo torpore, dalle parole che ti trafiggono come artigli se si parla di università: sintomi di chi è caduto e fatica a rialzarsi.
Proprio la ragazza dai mille impegni, quella che amava studiare, così brava e perspicace, è crollata. Proprio lei, proprio Carlotta.
Aveva il mondo in pugno, ma le è scivolato dalle mani come se quest’ultimo fosse ricoperto d’olio. Per cosa poi, un esame andato male? Un’ennesima relazione finita? Per la voglia d’indipendenza che fatica ad arrivare? Ma no, sciocchezze, le aspettative sul suo futuro sono altissime, ha gli occhi di tutti puntati contro, il tifo di chi non sa cosa sta passando che la incoraggia a dare sempre il massimo. È scontato che supererà le difficoltà, perché se la cava sempre e ne esce costantemente intatta, lei è l’eroina del “nonostante tutto”.

Per Carlotta è già deciso come andrà a finire, vive nell’ombra di se stessa, quella che le hanno cucito addosso persone che non avevano il diritto di farlo.
Carlotta è perfetta, dicono.
Carlotta è speciale.
Carlotta si porta dentro il fardello di essere Carlotta.
E non puoi scappare da quello che sei, ma forse puoi farlo da quello che gli altri vogliono che tu sia.
Sarà per questo che oggi ha abbandonato l’aula in fretta, è salita sulla sua bicicletta ed è sfrecciata via, verso il parco comunale.
Sono le due del pomeriggio, c’è un sole tiepido che fa capolino, Carlotta lo sente che le riscalda le guance e, per la prima volta dopo mesi, si ferma davvero a guardare il cielo. Decide di stendersi sul prato e chiude gli occhi. Nessun ragazzo, nessun cruccio per gli esami o per la fretta di crescere potranno mai ridarle quei due preziosi minuti sull’erba in cui i suoi sogni sembrano essere di nuovo tangibili.
Se allunga la mano, forse, riesce anche a toccarli.

Non puoi fuggire da te stessa, dai tuoi problemi, dagli impegni, e nemmeno dall’opinione degli altri, ora lo sai. Puoi però vivere la vita a modo tuo, scandendo i tuoi ritmi, lasciando scorrere via tutto quello che ritaglia centimetri di distanza dalla tua serenità. Questo non te lo toglierà mai nessuno, ricordalo.
Riprenditi il tuo tempo, Carlotta.
Da adesso in poi, voglio che tu lo sappia: andrà tutto bene.

Ilaria Aversa
disegno di Francesco Marinelli

Foto di Camilla Ronchi per S-Punti di vista

Si consiglia la lettura accompagnata in sottofondo dal seguente brano:
https://www.youtube.com/watch?v=eBec0bhVTfk

 

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