Rollercoaster

di Paola Palumbo

“Scese evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.”

Qual è stata la frase d’amore più bella, o meglio, più sentita che abbiate mai scritto o ricevuto?

A volte sono frasi di canzoni in cui ci rispecchiamo, altre sono frutto del nostro essere. Ci sono giorni in cui vorremmo scrivere per tirare fuori tutti i nostri sentimenti e sentire, finalmente, il nostro cuore più leggero. Ma perché? Cosa ci pesa di più? Probabilmente che non possiamo fargli leggere tutto o anche perché non è lui a farlo per primo.

I sentimenti non si controllano, in questo caso io non ho mai creduto all’orgoglio; se provo qualcosa devo dirlo, magari te lo urlo in faccia e se le parole non bastano, se non riesco a farmi capire, prendo carta e penna, un foglio…uno qualsiasi, alle tre di notte e ti scrivo, perché voglio dirtelo che mi manchi, che quel poco a me bastava eccome. Preferisco avere poco da te che tanto da chiunque altro.

Le cose si costruiscono piano, chi mi dà tutto e subito mi annoia, non ho piacere a continuare la conoscenza, tu no! Sei diverso, lo sei sempre stato.

Credo al rumore dei tuoi sguardi quando si posano su di me, alla gelosia che fingi di non avere mascherandola con amicizia, quella di cui tanto parli, ma che però tanto amicizia non è.

Dopo aver buttato giù tutto ciò che sento, ti raggiungo. Non ho mai visto faccia più stupita e mai abbraccio più sincero, certe cose non si possono spiegare, ma solo vivere…sì proprio in quel momento ti sentivo mio, come se al mondo non avessi avuto cosa più bella.

Ripeteva di continuo l’ultima frase della lettera, presa da una canzone che mi ha sempre fatta sentire più vicina a lui, poi ad un tratto mi prese le mani, iniziò a dire altro, ma proprio in quel momento io non lo sentivo più e anche se provavo a sforzarmi, sembrava uno di quei film muti, che d’un tratto diventano anche in bianco e nero…poi un suono lontano, man mano sempre più vicino.

APRO GLI OCCHI.

Era il mio cellulare. Io distesa sul letto, con la penna in una mano e il foglio stropicciato nell’altra; guardo lo schermo e sì, forse era destino, forse il testo della canzone non è poi così lontano dalla realtà, siamo legati anche senza tenerci per mano.

In quell’istante leggo la frase più bella mai ricevuta, non avevo bisogno di altre parole.

“Dimmi dove sei che ti passo a prendere”.

Beh, un consiglio…nella vita rischiate, provateci e magari, perché no, sbagliate e imparate dai vostri errori. Meglio tentare che restare col dubbio. E se realmente lui ricambiasse?

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