Lode a Ostara, l’origine della Pasqua

Ed ecco che ritorna quel periodo dell’anno: si scarta qualche uovo di cioccolata, si sta in famiglia a mangiare la colomba e, per i credenti, si va in chiesa a contemplare il miracolo della Resurrezione. Ma cos’è realmente la Pasqua? Da cosa deriva?

La Pasqua è una festività un po’ strana, presente in quasi tutte le culture e credi religiosi: per i Cristiani è il momento in cui si compie il miracolo della Resurrezione di Gesù; per gli Ebrei, invece, è il periodo che demarca la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto, grazie all’intervento di Mosè. Questa festa in tutte le sue varianti, però, pare trarre spunto da un antico rito germanico sulla rinascita e l’abbondanza: il culto di Ostara.

Chi è Ostara?

Le antiche pratiche devozionali germaniche si focalizzavano su elementi della natura quali i cicli lunari e delle stagioni, in particolare era data molta importanza agli equinozi di autunno e di primavera. Ostara era la personificazione della primavera che rinasce dopo l’inverno, con i colori e l’abbondanza tipica della stagione; il suo nome deriva molto probabilmente da aus o aes, traducibili come Est, proprio a sottolineare il sole nascente e la rinascita ad esso collegata. Questa divinità presso alcuni popoli veniva anche chiamata Eostre. In suo onore venivano compiute celebrazioni e riti durante il mese di aprile, che anticamente veniva infatti chiamato Easter-mōnaþ (inglese antico) o Ōstar-mānod (tedesco antico) ovvero il “mese dedicato aOstara/Eostre”. Da questi due nomi derivarono poi la parola “Oster” e “Easter”, ovvero Pasqua in tedesco e inglese. Cenni sul culto di questa dea compaiono in Europa per la prima volta intorno al 725 nel libro De temporum Ratione di Beda il Venerabile; successivamente furono i fratelli Grimm che, durante il loro lavoro di raccolta di miti e leggende locali, si imbatterono nuovamente in Ostara e nei riti a essa legati.

 Il coniglietto pasquale

Vi siete mai domandati perché durante la Pasqua il coniglio, mammifero, sia associato a delle uova? I simboli più iconici della Pasqua potrebbero provenire da un antico mito germanico che narra di come Ostara abbia trasformato un uccello ferito in un leprotto per permettergli di sopravvivere all’inverno; la trasformazione, però, non fu completa e quindi il leprotto continuò a deporre uova come un uccello per poi donarle alla dea come ringraziamento. A prescindere dalla veridicità di questo mito, la lepre spesso è stata associata nel corso della storia a fecondità e lussuria; presso i Celti e le popolazioni britanniche, inoltre, la lepre simboleggiava la luna e la divinazione.

Il culto di Ostara oggi
Ostara è ancora oggi venerata da alcune sette neopagane ed è una dei Sabbats più importanti nel culto delle streghe Wicca. I riti collegati a questa dea fanno sempre riferimento a una rinascita corporale e sensoriale completa tramite dei processi di purificazione del corpo e dei luoghi che ci circondano. Le cerimonie di Ostara oggi vengono intese come il rinnovarsi del legame tra uomo e natura attraverso il contatto sensoriale tra essi.

Oltre a ciò Ostara è molto presente nella cultura di massa, venendo spesso citata in romanzi fantasy e addirittura in opere televisive come, ad esempio, la serie Amazon American Gods (di cui vi abbiamo parlato qui).

 

Buona festa di Ostara a tutti!

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