L’attesa del piacere non è il piacere

di Martina Casentini

Sono qui, seduta, ad aspettare che tu arrivi. Ma so che non arriverai se non verrò a prenderti io. Questa è una cosa che proprio non sopporto di te: quando sfuggi ai miei desideri, lasciandomi con l’amaro sulla bocca.
Che ti amo dal primo giorno in cui ti ho vista già lo sai, te l’ho detto molte volte. Il mio è un amore che completa, riempie, un amore che fa bene al cuore, allo stomaco e a tutti gli altri organi che ho. Anche a quelli che non conosco. Ma tu, tu mi ami? Non lo so. Non sei mai stata capace di dirmelo o di dimostrarmelo, anche se percepisci il mio assurdo bisogno di saperlo a tutti i costi.
Sono al tavolo con in mano un coltello e penso alla nostra storia, mi rendo conto che per averti devo rinunciare sempre a qualcosa, mentre tu non fai altro che tentarmi, consapevole che non so resistere alle tue smanie da modella.

Dimmi che mi ami, dimmelo.
Che sono tua già lo sai, che altro posso fare per dimostrartelo?
Dimmi che mi ami, ma dimmelo ora!

Lo sai che ti desidero.
Lo sai che ti voglio.

Ti vedo, sei li, appoggiata accanto al frigorifero.
Mi osservi come se volessi venirmi incontro, ma non fai una mossa. Come sempre, sei lì ferma ad aspettarmi. Ad aspettare che io faccia il primo passo. Perché sai che lo farò: sai che sarò io a venire, ogni volta, verso di te.
Ti piace così tanto farmi stare così?
Ti piace così tanto lasciarmi in bilico?
Ti piace così tanto lasciarmi senza certezze?
Uso il coltello, taglio una fetta di pane e la mordo, ma senza di te non è la stessa cosa. Certa di questa differenza, di questo vuoto che solo tu sai colmare, mi alzo e ti raggiungo.
Ti prendo.
So che ora non potrò più fare a meno di te.
Tu ti apri e ti mostri a me piena, così piena che non posso fare a meno di immergermi dentro di te…
Ah, quanto ti ho aspettata!

Non posso fare a meno di spalmarti sul pane, è un piacere che non so descriverti.
Scivoli liscia.
Sei morbida.
Sei dolce.
Sai di meraviglia.
Lecco anche il cucchiaio su cui sei passata.
E ti mordo.
Ti mordo tutta.
Mi lascio andare a quella passione che solamente tu sai darmi.
Mentre continuo a sognarti fino al nostro prossimo incontro, tengo stretto il tuo sapore che mi è rimasto sulla bocca, consapevole che averti è un piacere di cui non posso proprio fare a meno.
Ti amo, Nutella, e ti amerò per sempre.
O almeno fino alla fine del barattolo.

disegno di Giuseppe Armellino 

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