Come un gatto può salvarti la giornata (e la vita)

di Martina Casentini

I benefici dell’avere un gatto.

Nel 2004 esordisce nelle sale cinematografiche una donna nelle vesti di eroina: Halle Berry da semplice ragazza con capelli ribelli diventa una donna-gatto. La protagonista riceve da un felino un dono che a non tutti viene concesso: una seconda possibilità.

Lei muore, ma il gatto la riporta in vita.

Come in ogni film che si rispetti,il dono che l’eroe riceve deve essere meritato: il gatto la mette alla prova, testa se davvero merita di continuare a vivere.

E lei lo merita eccome: Catwoman salva la città e si gode la sua seconda vita in libertà, uscendo dalla gabbia che in precedenza l’aveva rinchiusa.

Come in Catwoman, anche nella realtà i gatti nascondono delle qualità che possono aiutare.

Vediamone insieme alcune:

La simpatia
Quello che posso assicurarti è che con un gatto non passerai mai un’intera giornata senza ridere almeno una volta. Basta una pallina o un bastoncino da muovere e loro, con la testina china in procinto di partire e la loro delicata curiosità, ti faranno sciogliere il cuore tanto duro che hai nel petto. O ancora con le loro partenze a suon di “chiappette” e con il loro fingere che non sia successo niente quando cadono giù dallo scalino mentre si leccano la pancia.

Attraverso queste piccole cose, facendoci ridere, producono nel nostro organismo sostanze che stimolano la nostra attenzione e ci fanno stare più pronti ad ogni evenienza.

La dolcezza
Dammi tre parole: naso, piedi, occhi!

E non solo, poi le fusa: basti pensare a quando si addormentano accanto a noi o sulle nostre gambe. Non avrai più bisogno di una borsa dell’acqua calda in vita tua, questo è garantito.

Insegnano ad accontentarsi delle piccole cose
L’esempio più semplice che mi viene in mente è il mio gatto che, di fronte alla sua bella cuccia calda, sceglie la scatola che la conteneva.

Il gatto può insegnarci veramente tanto e, nonostante questo, non chiede niente di extra-ordinario in cambio. Se hai una scatola ed un po’ d’amore da donare, puoi star sicuro che il gatto sarà felice.

Medicina e pet-therapy fatta in casa
La gatto-terapia si è rivelata molto più efficace di quella canina: la compagnia di un gatto, infatti, sembra sia in grado di migliorare le qualità emotive degli esseri umani, in più migliora il sonno, riduce la depressione, lo stress e l’ansia (chi è con me per una petizione sul portare il nostro amico agli esami o ai colloqui alzi il pollice!) e sembra aiutare anche i malati di Alzheimer e di autismo,grazie alle qualità delle loro fusa.

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato come le frequenze emanate dalle fusa feline siano le stesse utilizzate per riparare fratture e piccole lesioni delle ossa, per ridurre i dolori muscolari, la pressione alta e il rischio di infarto.

(Miriam Artico, geriatra della Residenza sanitaria assistenziale “Villa Carpaneda” di Rodigo, la quale ha rilasciato un’intervista al TgCom, raccontando i benefici della Pet Therapy riscontrati nell’istituto dove lavora, dove sono ospitati malati di Alzheimer, il primo in Italia con all’interno una colonia di gatti, affermando anche che grazie ai mici si è potuto perfino ridurre la somministrazione di farmaci.)

Percettori del dolore
Ho letto (e ho verificato in prima persona) che il gatto è naturalmente in grado di percepire il dolore di colui che gli sta vicino. Che il compagno sia un umano o un altro animale, egli tende a percepire quando questo sta male e ad avvicinarsi proprio per aiutarlo. Attraverso le fusa, infatti, tenta di curare la parte malata con cui entra in contatto.

Ci sono stati, inoltre, casi di gatti che sono riusciti a percepire le piccole cellule tumorali appena nate nel loro padrone, il quale è riuscito a prendere la malattia per tempo e ad evitare spiacevoli conseguenze.

(Il caso di WendyHumpreys, che deve letteralmente la vita al suo gatto bianconero Fidge: è stato infatti grazie a Fidge, che per giorni e giorni si è accovacciato sul suo seno sinistro, che Wendy si è sottoposta a una visita medica e ha potuto curare per tempo un tumore allocato proprio al seno).

Riducono le allergie
Molti studi hanno dimostrato come un bambino che cresce con un animale accanto abbia meno probabilità di rilevare allergie o malattie delle vie respiratorie (asma, per esempio) durante la crescita. In più, è molto probabile che questo sviluppi molte più difese immunitarie grazie al contatto con l’animale durante il periodo infantile.

Quando vediamo un bambino che fa assaggiare il biscotto al suo amico a quattro zampe, l’unica alternativa giusta non è mai quella di impedirglielo!

“Da quando ho un gatto non sono più sola ad affrontare il dolore
Spesso i gatti vengono associati a una strega che, con la sua scopa e la sua risata irritante, svolazza per la città a caccia di qualcuno da maltrattare. A mio parere, questo è il segno più vistoso con il qualel’immaginario ci dimostra che anche le streghe hanno punti deboli, dolori, manchevolezze: anche l’ombra ha bisogno di luce. E quella luce è il suo gatto.

Così come per la strega, anche gli egizi trovarono luce nei felini. In passato questi pensavano che il gatto che fosse stato felice in vita con il suo padrone poi, una volta passato ad oltre vita, avrebbe lasciato il suo spirito a guidare e proteggere l’essere umano che lo aveva amato.

“Tornavo a casa da scuola e a casa ebbi la notizia che mai avrei voluto ricevere.
Scappai in bagno.
Come ogni persona che affronta un dolore, piangevo: sembrava che le lacrime non volessero più fermarsi. Piansi tutta l’acqua che in vita avevo assorbito: pioggia, rubinetto, mare… Tutta. Tutta l’acqua mi sgorgò dalle pupille. E quando di star chiusa in bagno non ne ebbi più la forza, uscii fuori.
E fuori trovai lei.
Lei mi poggiò la zampina sulla mano, come ad accarezzarmi, mi chiese un po’ di spazio sulle gambe e su quelle gambe iniziò a fissarmi.
Erano occhi che non dimenticherò mai.
Era uno sguardo che mi resterà per sempre dentro.
Quel giorno lei aveva solo qualche mese e a solo qualche mese già mi aveva salvata.”

Forse, la metafora in Catwoman è più vera di quanto sembra.

Ora, per favore, non ditemi che non vi ho convinti ad adottare un gatto.
Perché non voglio saperlo.
E perché non ci crederei.

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