RiFestival 2019 antropologicamente testato

di Antonio Vollono

“Uniamo le forze di scienze politiche, comunicazione, filosofia, storia ed economia per cercare di trovare soluzione ai grandi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo. A combattere questa battaglia c’hanno pensato i volontari del RiFestival”.

Il RiFestival viene alla ribalta per la prima volta nel 2017 a Bologna, costituito interamente da studenti di tutta Italia. Nasce, infatti, dall’associazione studentesca “Un altro mondo è possibile” e viene sostenuto e promosso dalla “Rete degli Universitari”, che si occupa di proporre progetti, incontri culturali e laboratori.

Il capoluogo emiliano è da sempre un centro culturale, soprattutto umanistico, dove varie materie s’incontrano e cercano di arrivare ad un unico punto comune, da cui lo scopo del RiFestival: analizzare sia materie umanistiche come filosofia, comunicazione e scienze politiche, sia materie scientifiche come l’economia, arrivando al punto cardine.

Il festival si terrà dall’11 al 14 aprile 2019, trattando il tema del potere e ponendosi domande come: “Quali sono i centri del potere internazionale e locale?”, “Che futuro avrà la nostra democrazia andando avanti con gli anni?”

Sarà caratterizzato da sei eventi principali: Festival dell’Antropologia, Storia in Festival, Scienze Politiche in Festival, Comunicazione in Festival, Economia in festival e Filosofia in festival.

Scambio d’idee per tutti, quindi, con l’unico rammarico di non poter utilizzare, per varie complicanze, spazi aperti come Piazza Scaravilli e Piazza Verdi, che sarebbero potuti essere strategici punti d’incontro, non solo con gli interessati al festival ma anche con chi, per caso, si trovasse a passare per quelle vie e rimanere incuriosito dagli argomenti trattati.

Gli spazi che verranno adoperati sono: i foyer del teatro comunale di Bologna, le aule universitarie di via Zamboni n°32/38 e le Scuderie, un’attività commerciale situata in Piazza Verdi.

Verrà creato uno spazio dove tutti, partecipando direttamente, potranno esprimere la loro opinione, che siano essi professori, studenti oppure semplici curiosi e appassionati a tali materie, entrando in un circolo di scambio d’idee dove ognuno potrà interagire con l’altro.

Lo scopo è quello di comprendere anche scuole secondarie che non facciano per forza parte del circondario bolognese.

 

Il progetto è diventato realtà: dai pochi membri che facevano parte del team hanno raggiunto nel 2018 ben 200 volontari che hanno aiutato in maniera costante la riuscita e lo svolgimento del festival.

Lo scopo principale del festival è, quindi, quello di comprendere e ideare nuove strategie di cambiamento mondiale utilizzando l’unica arma che si possa giustificare: la cultura.

Questi ragazzi volenterosi hanno un’idea innovativa per cambiare il mondo: usare la partecipazione diretta del singolo soggetto e l’interdisciplinarità, ossia non basarsi su un’unica materia ma unire varie discipline, sia scientifiche che umanistiche, per cercare di comprendere al meglio il mondo in cui viviamo, aprendo le nostre menti ad altri orizzonti senza restar chiusi e “sicuri” nella nostra palla di cristallo.

 

Se pensate ne valga la pena, fate un salto al RiFestival dall’11 al 14 aprile 2019.

 

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” – Gandhi.

 

 

 

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