Il racconto di Alessandro: al MANN la voce della scoperta

di Lisa Scartozzi

Alessandro Magno, detto Il Conquistatore, rivive tra le splendide sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il pomeriggio del 6 aprile 2019 è stato possibile, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, assistere ad un avvincente spettacolo sulla vita e sulle imprese diplomatiche e guerriere del Conquistatore: sto parlando di Alessandro Magno. Chi non lo conosce? Insomma, tutti almeno una volta nella vita abbiamo avuto a che fare con questo nome. Costui, ricordato per le sue gesta eroiche e per il suo ruolo di mediatore tra i popoli, ha ripreso vita, non solo metaforicamente, all’interno del museo, viaggiando tra gli imponenti spazi, ma anche attraverso la voce degli attori che hanno saputo impossessarsi di ruoli, vizi e virtù del “Re dei Re” e di tutti i grandi personaggi che hanno fatto parte della sua vita.

Tutto ciò è avvenuto, non in un teatro, ma tra le sculture del Canova e i numerosi mosaici pompeiani, traslati a loro volta dall’arte contemporanea di Cai Guo-Qiang. Gli spettatori hanno compiuto un viaggio sia fisico, trasportati dall’itineranza della messa in scena, che temporale, attraverso i secoli.

È stato interessante notare la sorpresa negli occhi dei numerosi visitatori del sito, che sono stati richiamati all’attenzione dalla voce del soprano Virginia Cimino.

La sua voce ha intonato dei canti melismatici dell’antica Grecia, accattivando l’intera sala da cui lo spettacolo è partito. Non c’è stato nulla da fare, il pubblico è stato rapito.

Gli attori hanno dimostrato un’enorme professionalità, insieme a tanta umiltà e spontaneità. La prima risiede tutta nella cultura degli artisti e nella loro esperienza teatrale, espressa nella fermezza della voce e nella sottomissione dei personaggi storici alla loro arte. Le ultime due sono emerse dalla semplicità degli abiti, dagli occhi teneri dinanzi al pubblico attento e dalle loro poche pretese.

La folla che ha assistito all’evento era totalmente inaspettata, il che ha inevitabilmente emozionato gli artisti, grati per l’attenzione che hanno ricevuto.

Il regista Pasquale Della Monaco è infine intervenuto calorosamente presentandoci il progetto iniziale e mostrandosi chiaramente soddisfatto del risultato.

Alessandro, invocato amichevolmente, doveva essere rispolverato, ristudiato, riletto, rivissuto, racconta Eduardo Esposito. Appassionato di storia, il suo desiderio era quello di promuovere la figura del più grande mediatore culturale di tutti i tempi: Alessandro Magno, colui che ha unito i popoli, che ha saputo fondere Oriente e Occidente scoprendo nuove terre, nuove culture, nuovi tesori. La sua storia ha colmato l’anima degli spettatori, almeno a giudicare del rispettosissimo silenzio e dall’attenzione che hanno accompagnato la riproduzione scenica.

Laddove c’è Alessandro, c’è il suo bisogno di esistere. E quale luogo migliore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Storia e leggenda continuano a perpetuarsi a vicenda.

 

 

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