“Il volo” di Wim Wenders, la grande anteprima al RIFESTIVAL

di Claudio Palumbo

“Mi ricordo le strade in cui ti ho promesso che sarei cambiato”, così recita la canzone di Luca Carboni in “Bologna è una regola”, lui che qualcosa di quel capoluogo ne sa, sì, perché Bologna è stata una città mai doma nel fermento delle sue generazioni che tanto hanno creduto nel potere sovversivo della cultura, e proprio da lì riparte quel processo di cambiamento che si sono prefigurati i ragazzi del collettivo studentesco “Rete degli universitari” con il loro RiFestival, che poi diventa un po’ di tutti noi.

Filosofia, letteratura, antropologia e non solo, materie che non rimangono nei paradigmi démodé e istituzionali ma che riescono, con la forza sinergica del confronto, a parlare di tutti noi, uomini di oggi e quelli di domani, studenti, professori, ricercatori, scrittori con  l’interrogativo: “Potere. Un altro mondo è possibile?”. Nell’epoca della discussione sociale, che può diventare un cappio nella sua concussione politica, quanto importante diventa parlare di razza, di integrazione e di migrazione?

È proprio da questo tema, tanto accorato nell’agenda pubblica, che comincia il RiFestival (11-14 aprile), che vedrà anche una imperdibile anteprima.

Infatti, l’appuntamento di apertura è fissato per lunedì 1 aprile, dove la rete degli studenti in collaborazione con un’altra eccellente realtà come quella del Kinodromo (rivalutazione alla cultura audiovisiva underground e non solo) presenterà il mediometraggio Il Volo, del 2010 girato con la maestria del regista tedesco Wim Wenders. Questo lavoro è troppo importante per finire nell’oblio.

Il film, nato per essere uno spot promozionale, ha poi mutato la sua pelle con l’esperienza toccante del regista nel cuore lontano della Calabria. Nel breve film, in cui l’autore vaga come un moderno Goethe, troviamo tutta l’eccellenza tedesca del cinema-verità e documentaristico, già come in Werner Herzog, per la grandiosità dei suoi interpreti, Luca Zingaretti e BenGazzara (nella sua ultima apparizione prima della dipartita e con Giancarlo Giannini che gli presta la voce al doppiaggio), oltre che per la sua tecnologia (è infatti il primo film italiano girato in 3D), ma soprattutto la sua cifra di umanità.

Le vicende infatti cominciano in un paesino diroccato e quasi disabitato per via di quel fenomeno dell’immigrazione al contrario che ha tanto colpito il sud della penisola negli scorsi decenni. Il paesino è Badolato, dove un bambino è al centro di un’aspra vicenda che vede l’opposizione tra il sindaco e la prefettura sul tema della gestione dell’accoglienza e relativa rivalutazione delle risorse umane. Il tema, a quasi dieci anni di distanza, è ancora caldo, lo riviviamo nelle vicende tanto dibattute che hanno visto, ad esempio, il comune di Riace proprio in Calabria nella strenua lotta del suo sindaco, Mimmo Lucano, contro la persecuzione dello Stato per presunti reati di favoreggiamento alla tratta migratoria.

La proiezione è prevista alle 21.15 a Europa Cinema (Via Pietralata 55, BO), dove poco prima i ragazzi della rete universitaria, insieme all’associazione culturale “Un altro mondo è possibile”, introdurranno il film, oltre alle tematiche del Festival. Seguirà poi il consueto dibattito alla fine del mediometraggio. Il costo del biglietto è di 6 euro.

Per ulteriori informazioni www.circuitocinemabologna.it.   www.kinodromo.org

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