Amo la palestra. Per questo non ci vado

Fare attività fisica è sempre utile. E farla da sé è ancora più gratificante. Basta essere determinati (è ‘na parola!) e si avranno le soddisfazioni, anche ormonali, presentate di seguito (oltre al six-pack, dai che è questo il motivo perché stai leggendo!).

Perché non andare in palestra? Perché non ho bisogno di disciplina.

L’unico suono udibile è il proprio respiro pesante, l’alba sta iniziando a verniciare l’asfalto di giallo, la brezza è così fresca che pare arrivare direttamente dal mare.
Ecco: io se dovessi svegliarmi prima del sole per andare a correre mi verrebbe il raffreddore, che c’è? Ognuno ha i suoi sistemi di autodifesa alle sofferenze della vita!

Ma c’è chi è così determinato da crearsi un piano d’allenamento da solo e in solitaria, allaccia le scarpe da ginnastica, apre la porta e va a faticare all’aria aperta, in barba alle piogge invernali e alla calura estiva.

C’è chi fa da sé per questioni economiche, ma c’è chi riconosce la vera utilità, anche ormonale, dello sport fatto per strada. Vediamone alcuni aspetti:

Benessere

A meno che in palestra non abbiano montato lampade per combattere il “Sad” (disturbo affettivo stagionale, tipico di chi vive la maggior parte delle ore della giornata al buio), solo una buona attività sportiva al sole può scatenare un abbondante rilascio dell’ormone della felicità: la serotonina, prodotta principalmente dalle cellule dei nuclei del rafe. Così facendo, si regola il tono dell’umore, la concentrazione, l’appetito (il 90% della serotonina totale, tra l’altro, è presente nelle cellule enterocromaffini della parete gastrica, così da regolare anche secrezioni gastriche e motilità) e – l’ho lasciato per ultimo perché le cose importanti hanno bisogno del giusto spazio – migliora la sessualità.

Disciplina

Il work-out (l’allenamento) autoimposto, senza l’intromissione di allenatori fin troppo invadenti o di testosteronici palestrati che dispensano informazioni non richieste, per alcuni migliora ancora di più la disciplina: si entra meglio in competizione con sé stessi, senza dover per forza dimostrare ad altri i propri risultati. Come in palestra o in casa, anche nel caso dell’allenamento outdoor viene prodotta melatonina (che parte dall’epifisi e arriva all’ipotalamo, così da far regolare il turnover sonno-veglia), ma pare che sia rilasciata addirittura 10 volte in più rispetto al normale. Il motivo è sempre lo stesso: la presenza di luce naturale (e, soprattutto, l’assenza o almeno la riduzione della luce artificiale).

Socializzare

O, per meglio dire, a-socializzare. Ognuno ha le sue tare: l’idea di trovare il tapis-roulant occupato da quarantacinque minuti a velocità 0,5 da un anziano che si è iscritto in palestra per sbalordire la badante che se ne prende cura vi fa perdere tempo? Tutti i dischi per il bilanciere sono stati depredati dal futuro Mister Olympia di Moncenisio (Piemonte, 30 abitanti) e a voi sono rimasti solo i manubri rosa da pilates (peso: 125 grammi cad.)? Mi sembra giusto che andiate ad allenarvi per strada. Anzi, è consigliato fare così se l’ambiente ginnico può stressare: stress equivale ad aumento di cortisolo, ormone riversato in circolo dalle ghiandole surrenali che, per carità, è importante per regolare i mediatori nei processi infiammatori, controlla la produzione di globuli rossi e bianchi, regola il metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), se carente può portare a stati depressivi, stanchezza e – indovinate? – calo del desiderio sessuale, ma un suo eccesso (dovuto, se non a motivi fisiologici, a motivi appunto di stress) può portare a obesità localizzata, nelle donzelle problemi di ciclo mestruale (amenorrea o irregolarità), problemi alla pelle e alle ossa e – indovinate ancora? – disturbi della sessualità.

Quindi, se già affrontiamo la vita con affanno, consideriamo l’idea di effettuare attività fisica senza stressarci troppo. Se siamo davvero motivati, facciamo sport pure affondando i piedi nella neve e inseguiti da orsi polari (la prossima volta che nevica fuori casa mia vi faccio vedere le foto di quello che succede quando vado a correre).

Quindi, allenarsi “fuori” è meglio? Dipende, direi. Se si è veramente, ma veramente, motivati, scendete di casa e affrontate le avversità climatiche. È di sicuro il metodo più economico per allenarsi: basta un abbigliamento adatto alla stagionalità e agli esercizi da eseguire.
Ma “fuori”, a meno che non facciate Calisthenics o altri tipi di street work-out utilizzando come supporti ciò che la propria città ha da offrire (dalle scale per eseguire semplici saltelli in corsa ai pali della luce per effettuare il fantastico Human Flag), non ci sono gli attrezzi che trovate in palestra, che sono studiati e costruiti per eseguire gli esercizi nel modo più pulito.

E se ci allenassimo “dentro”? Ancora: dipende. Se si soffrono le condizioni climatiche nel pieno delle stagioni più toste e ci si può permettere di investire del denaro per il proprio benessere, certo che sì. Oramai le palestre sono aperte anche di notte, e se ne trovano a prezzi adatti a tutte le tasche. Se si preferisce rimanere in casa, per praticità o per questioni economiche, va benissimo.

La morale è sempre la stessa: basta allenarsi.
E se ve lo dice uno che ha provato le migliorie – soprattutto emotive – che può apportare una buona attività fisica, uno che cerca il tempo per allenarsi anche quando preferirebbe crogiolarsi nel letto altre venti ore, perché dopo si sente meglio, uno che quando si guarda allo specchio vorrebbe tanto essere ermafrodito per approfittare di tanta statuaria beltà, uno che ha iniziato dopo gli “enta” e si sente fresco come durante i “venti” (se avessi iniziato durante i venti sarei regredito a Puro Spirito, immagino), beh: credeteci.
Non ci credete? Beh: provateci. E fatemi sapere.

di Antonio Liccardo

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