Volevo farmi un Ciobar, mica un TSO

di Alessandra De Paola

Ci siamo: aria gelida, pioggia battente, piumone già pronto e si hanno tutti gli elementi e le scuse per andare a prepararsi una bella tazza di cioccolata calda.
O almeno così pensi tu.

Nell’immaginario collettivo è proprio questa l’apoteosi dell’essere una perfetta ragazza Tumblr, così si inizia a sfiorare l’impeccabilità social e se qualcuno dovesse anche scattarci una bella – e assolutamente casuale – foto mentre siamo avvolte nel nostro plaid, potremmo addirittura diventare delle “belle e maledette, distratte però sexy, assolutamente spontanee”.
Già si prefigura nella nostra mente la scritta rossa “NETFLIX” che accompagnerà questo momento di quiete casalinga.
L’unica cosa è che non sempre si fanno i conti con quello che sarà lo strumento della nostra quiete, l’arma per combattere il freddo, per farci salire le endorfine, sì, insomma… la cioccolata calda.

Mah, non so se la trattatistica contemporanea abbia già aperto l’argomento, oppure se il signor Iginio Massari possa venire a farci delle lezioni individuali, ma quella che dovrebbe rendere rilassante il pomeriggio si trasforma in un incubo-ammazza-cucina.

– 10 cucchiai sporchi;
– tre tazze;
– due recipienti per bollire il latte;
– macchie di cioccolato con la consistenza del dispiacere OVUNQUE;
– io incazzata perché era meglio farsi un caffè.

Non è ben chiaro quanto tempo (forse millenni) si debba girare la miscela prima di poterla ritenere idonea all’assaggio e allora si resta lì a girare, girare, girare, quasi quasi compare Battiato e gira tutto intorno alla staaaaaanzaaaaaaaaa mentre si daaaaaanzaaaaaaaa, danza. E se si prova ad affidarsi al microonde, non importa quanto tempo fisserai quella tazza girare affinché non esploda tutto come la più fetente delle eruzioni vulcaniche, non appena starnutirai o batterai le palpebre solo per idratare un attimo la vista… BOOM.

L’unica soluzione trovata al momento è andare al bar a vedere come si compie il miracolo.
E come si può essere inetti di fronte ad una bustina di polvere al cacao e chissà cosa.

Disegno di Alessandro Mastroserio

 

 

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