Good Times, Bad Times! – Tanti auguri Led Zeppelin

 Di Antonio Vollono

Vi siete mai chiesti cosa succede quando aggiungi al blues un po’ di grinta? Per noi ci hanno pensato i Led Zeppelin e questo è il risultato.

“Led Zeppelin” è il primo album dell’omonima band. In questo disco sono presenti, oltre a tracce inedite, cover di Willie Dixon come “You Shook Me” e ” I Can’t Quit You Baby”, per poi passare a “Dazed and Confused” dell’artista folk Jake Holmes.

Ma perché questo disco è così importante?

Questo piccolo capolavoro della musica, che a gennaio 2019 ha compiuto cinquant’anni, ha buttato definitivamente le basi dell’hard rock e dell’heavy metal e ha permesso ai New Yardbirds di diventare famosi in scala mondiale.

Jimmy Page diventò, da chitarrista turnista, una musa per i suonatori di questo strumento. Stessa sorte toccò a John Paul Jones alternandosi tra basso e tastiere e due componenti nuovi – Robert Plant e John Bonham – che da sconosciuti divennero leggende.

La maggior parte delle canzoni fu suonata dal precedente gruppo di Jimmy Page – Yardbirds – e quindi registrati in poche sessioni.

Tutto inizia con una grintosa “Good Times Bad Times” che mischia la bellezza e soavità del blues con la cattiveria dell’hard rock tutto contornato dagli assoli di Jimmy Page.

Hard rock non significa per forza grinta per tutta la durata dell’album è per questo che esiste “Babe I’m Gonna Leave You”, dove la chitarra elettrica di Jimmy Page si trasforma in acustica creando una ballata con la struggente voce di Robert Plant, alternandosi tra parti veloci e lente.

I brani più famosi del disco sono le cover “You Shook Me” che viene totalmente riformulata dal quartetto e “Dazed And Confused” dove prende il sopravvento il bassista John Paul Jones col suo riconoscibilissimo tocco sul basso per poi lasciare la scena al solito Jimmy Page che esegue il famoso assolo con l’arco di violino sulla sua Fender Telecaster ’59.

“Your Time Is Gonna Come” è un brano piacevole ed orecchiabile reso eccezionale dalla presenza dell’organo di John Paul Jones.

“Black Mountain Side” ha la particolarità del tabla, delle percussioni indiane: strumenti molto amati e sperimentati da Jimmy Page.

“Communication Breakdown” torna allo stato precedente di “Good Times Bad Times”. Questo brano può essere definito il punto di partenza dei riff di Jimmy Page che, nella maggior parte del disco, fa da primadonna.

Il disco si chiude con “How Many More Times” che è un mix tra blues, hard rock e lo psychedelic: genere che pian piano stava nascendo in quegli anni d’oro per la musica.

La copertina dell’album ritrae lo Zeppelin LZ 129 Hindenburg abbattuto nel 1937.

La scelta non è casuale: il fuoco e le fiamme rappresentano l’anima del rock e del blues che si fondano e creano qualcosa di leggendario.

Due piccole curiosità:

– Il quartetto usò di nuovo il nome “New Yardbirds” poiché furono querelati dalla famiglia Von Zeppelin per uso non consentito del nome;

– Jimmy Page afferma di ricordare il prezzo esatto per la creazione dell’album poiché pagò tutto quanto lui.

Possiamo solo augurarci che questo album possa festeggiare anche un centenario degno di nota.

Esso è la base portante dell’heavy metal e dell’hard Rock e tutti noi, soprattutto i musicisti esperti del genere in questione, dobbiamo ringraziare questi quattro “inglesini” per averci dato, in quel freddo gennaio del ’69, una svolta musicale degna di nota.

 

Ancora auguri, Led Zeppelin.

 

 

 

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