Odio il piovedì

di Veronica Nastri

La meteoropatia, dal greco μετέωρον e πάθος, è un termine che sta a indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o delle condizioni climatiche stagionali.

“Sono nata con addosso un’empatia prepotente. E, crescendo, è diventata tanto forte da farmi assimilare le emozioni di ogni cosa mi circondi: persone, oggetti, perfino il cielo. Così quando mi sveglio indecisa so già che fuori mi aspetta un cielo grigio, imprevedibile, insicuro. E quando invece sorrido ancora prima di aprire gli occhi, so che il sole spunterà anche se dalla finestra si vedono solo nuvole sparse. La chiamano “meteoropatia” ma in fondo non serve mica una scienza per capire il cielo. Forse sono gli altri che non gli hanno dedicato attenzione, sono loro che non lo conoscono, che non l’hanno osservato abbastanza a lungo.”

Con l’approssimarsi della stagione invernale le giornate diventano più cupe, il tempo peggiora e sempre più spesso il calore del sole lascia il posto al freddo delle nubi. Per molti questa condizione temporanea di maltempo è estremamente negativa in quanto induce un senso di malessere fisico e psichico sull’organismo che va riflettersi tanto nell’attività lavorativa o scolastica che sia, quanto nelle relazioni con gli altri.

Non chiedete a un meteoropatico come ha trascorso il mese d’agosto e le prime settimane di settembre: la rispostaccia è assicurata. A tormentarli sono stati dolori alle ossa, malumore, emicranie, nervosismo. Fate parte anche voi del gruppo di arrabbiatissimi? La probabilità è alta. Le statistiche dicono che le persone sensibili al cambiamento delle condizioni meteorologiche ormai sono una su tre, soprattutto donne. E non si tratta di malati immaginari.

Già gli antichi evidenziavano come l’alterazione del meteo e il repentino susseguirsi dei cambi di temperatura, umidità, il passaggio dal sole alla pioggia, potessero apportare un contributo allo stato di malessere dell’individuo. E se un tempo questa sintomatologia era molto più rara, attualmente con l’instabilità meteorologica legata alle alterazioni dell’ecosistema è ancora più facile e frequente sviluppare una sindrome meteoropatica. Nel nostro paese almeno una persona su quattro sviluppa sintomi meteoropatici, soprattutto durante il cambio di stagione. Ciò accade a seguito della tendenza dell’organismo all’omeostasi, ovvero a quel processo di equilibrio fisiologico che ci permette di sopravvivere alle variazioni interne cui l’organismo è sottoposto nell’arco di vita, per cui, quando un organismo è messo in difficoltà da svariati mutamenti di pressione e temperatura, non sempre riesce all’istante a trovare il giusto equilibrio. Un malessere legato a questi cambiamenti può capitare a tutti, ma per alcuni organismi diventa quasi una prassi creando così problemi più o meno seri.

La ricerca ci porta a curiosare nel funzionamento del nostro cervello. Secondo alcuni esperti, l’indiziato numero uno è il sistema di termoregolazione. Vale a dire quel meccanismo che ci permette di mantenere la temperatura del corpo più o meno costante, indipendentemente dal freddo o dal caldo esterni. «Quando questo sistema non funziona bene, l’organismo non riesce ad adattarsi ai cambiamenti meteorologici» spiegano gli esperti. E va in tilt. Secondo altri il “termostato umano” non è il vero responsabile. L’ipotesi più convincente è che il sistema delle ghiandole endocrine risponda male alle variazioni atmosferiche e alteri la produzione degli ormoni fondamentali per il nostro benessere psicofisico: serotonina, adrenalina, endorfine.

Il disturbo può colpire chiunque, ma sembra essere più frequente nei bambini e nelle persone anziane. Si distinguono tre forme di questa particolare sindrome:

  • primaria
  • secondaria
  • terziaria

Si parla di meteoropatia primaria allorquando i vari disturbi (ansiadepressione, malinconia, sbalzi di umore) si manifestano in concomitanza di cambiamenti meteorologici di una certa importanza. Si definisce invece meteoropatia secondaria quella forma del disturbo nel corso della quale una certa sintomatologia si riacutizza durante il cambiamento delle condizioni atmosferiche; i tipici casi sono quelli del peggioramento delle manifestazioni cliniche che caratterizzano determinati disturbi (artrosi, asma, cefalea, colite, nevralgie ecc.). La meteoropatia terziaria è la forma più grave del disturbo, tant’è che alcuni autori parlano di vera e propria patologia classificandola nell’ambito dei cosiddetti disordini affettivi stagionali (SAD, Seasonal Affective Disorder). Il disordine affettivo stagionale è un disturbo che si manifesta ai cambi di stagione, soprattutto all’arrivo della stagione autunnale.

Se siete tra i soggetti più a rischio meteoropatia, cercate anche di mettere in atto qualche piccola strategia difensiva per ridurre al minimo l’impatto contro giornate buie e uggiose. Come? Usate tende leggere, per illuminare al meglio gli spazi in casa, fate camminate durante la pausa pranzo, dedicatevi a momenti di relax per riprendervi dallo stress quotidiano, fate un bagno caldo e organizzate uscite con le amiche. Insomma, la migliore difesa è l’attacco! Sebbene infatti il primo desiderio possa essere rintanarsi in casa in solitudine, cercate di forzarvi alla socialità: il vostro umore vi ringrazierà.

 

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