L’ultima volta che esco con te! Battisti e il disamore

di Federica Auricchio

Avete mai ascoltato Dolce di giorno di Lucio Battisti? No? Be’ cosa aspettate! Accendete Spotify, aprite Youtube, trovate la cassetta del vostro papà… mettete le cuffiette… suono di chitarra, armonica e…

Dolce di giorno,

fredda di sera

sì, tu ogni volta

cambi bandiera.

Ho già deciso

che questa è

l’ultima volta

che esco con te.

 

Tu sei come una

torta di panna

montata tutta

contenta di non

essere stata

mangiata.

Ho già deciso

che questa è

l’ultima volta

che esco con te.

 

Io ti ho dato il mio cuore

che cosa mi hai dato tu,

mi hai fatto solo promesse

e niente di più.

 

Quando c’è il sole

tu parli d’amore,

poi quando è sera

sei una statua di cera.

Ho già deciso

che questa è

l’ultima volta

che esco con te.

 

Ho già deciso

che questa è

l’ultima volta

che esco con te.

L’ultima volta

che esco con te.

Questa canzone del cantautore italiano possiamo paragonarla al comjat attuato dai trovatori. Di cosa stiamo parlando?

Testiamolo!

Le canzoni di disamore

Come abbiamo visto nel primo articolo sulle canzoni occitane, i trovatori compongono delle canzoni d’amore per la laudatio muliebris, con la speranza di ottenere il joy d’amor. L’amante cortese, nonostante sia costretto a lunghe attese, deve restare fedele e sopportare qualsiasi affronto o prova che midons gli possa muovere.

Le canzoni d’amore però possono sfociare in quelle di disamore. Quando accade ciò? Semplice! Quando l’amante non riesce più a sopportare la sofferenza, così rompendo gli aspetti fondamentali della fin’amor.

Così il canto di elogio arriverà a quello di abbandono.

Al contrario di ciò che si possa pensare: la poesia amorosa e il suo rovescio convivono e spesso finiscono per intrecciarsi. Perciò le canzoni di disamore non sono un vero e proprio genere poetico.

Si distinguono tre modalità di disamore:

– Il comjat (letteralmente commiato), dove il trovatore abbandona il servitium amoris prendendo le distanze dalla dama.

– La chanson de change che si caratterizza per l’encomio della nuova dama, talvolta accompagnata dal vituperio della precedente.

– La mala canso, con questa espressione non si fa riferimento alla qualità della canzone, quindi non a una “cattiva” canzone, bensì alla tipologia dell’argomento trattato.

Perciò le malas canson sono una “canzone di biasimo e d’offesa”.

Battisti VS i trovatori

Ritornando alla canzone di Battisti, ora capirete perché vi dicevo che si avvicina al comjat, ma voglio farvi toccare con mano i testi sfogliando – accompagnati dalla voce Lucio e l’accompagnamento musicale dei dik dik – l’antologia delle canzoni occitane di disamore.

Lucio Battisti in Dolce di giorno ci sta cantando dell’abbandono della sua amata, infatti esordia proprio dicendole che quella sarà l’ultima uscita insieme. Interessante è notare come Rimbaut de Vequeiras, in d’una dona.m trueill e.m lais, apra anche lui la canzone allontanandosi dalla dama e lasciandola perché ha visto che lei “ni que ten autra via” cioè cambia direzione.

Sì, lo so che anche voi in questo momento state cantando: sì, tu ogni volta cambi bandiera…

Rimbaut non è l’unico che dichiara l’abbandono della dama, anche Folquet de Marselha, in Sitot me soi a tart apercubuz, lo fa. In questo caso l’io-lirico, dopo dieci anni di attesa, è stanco di aspettare. Ma aspettare cosa? Il chitarrista ci canta che mentre la mattina, la sua donna, riempie l’amante di promesse, la sera diventa una statua di cera.

Be’ penso che non debba aggiungere altro, avete capito bene a cosa alluda il nostro Lucio e la stessa cosa vale per i poeti occitani. Però i trovatori sono spinti a lasciare e poi, succede spesso, cambiare dama, anche per altre motivazioni. Alcuni di loro, ad esempio, abbandonano il servizio d’amore perché le dame sono infedeli e imbroglione.

Ce lo racconta Gausbert de Poicibot in Partitz de joi e d’amor. In particolare nella terza cobla, dove canta della sua dama che prima l’ingannò nascondendo la sua falsità e prendendo il trovatore al suo servizio e poi poté imbrogliarlo portando molti corteggiatori nel suo letto. Non la mandavano di certo a dire, eh!

Sul disamore ci torneremo sicuramente di nuovo per scoprire tanto altro; con l’augurio che, dopo questi excursus, anche voi, ascoltando le vostre canzoni preferite, vi troviate a pensare ai trovatori.

 

 

 

 

 

 

 

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