Ti regalo un pensiero

di Raffaele Iorio

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di sentirsi dire per l’acquisto di un regalo “basta il pensiero”. La terra dei figli, graphic novel di Gipi è stato il pensiero regalatomi.

Al momento in cui scrivo è periodo natalizio e, facendomi ispirare dal clima di festa che mi circonda, ho deciso di parlarvi dell’ultima graphic novel di Gipi: La terra dei figli. A primo sguardo mi è sembrato di vedere un’attinenza curiosa tra i flussi del racconto e alcuni aspetti della realtà. Prediamo ad esempio il detto “basta il pensiero”: spesso mi è capitato di incontrare amici che ne dessero un’accezione letterale, semplificando il vero senso della frase: ciò che conta è che, durante la scelta del dono, si sia pensato ad una persona, a cosa potesse piacerle, il vero regalo è questo e non: “basta che ti ho comprato qualcosa”. La natura umana tende a semplificare alcuni aspetti del mondo che la circonda per meglio adattarsi al contesto.

La graphic mi ha ricordato un po’ questa semplificazione. Tema centrale della vicenda è la sopravvivenza di due fratelli in un mondo dispotico, in cui per una sciagura sconosciuta, gli uomini sono regrediti in una società molto elementare, per dirla in maniera più specifica: selvaggia. Per sopravvivere non bisogna saper leggere, per non soffrire bisogna reprimere le emozioni, questi sono gli insegnamenti di un padre che si mostra burbero con i propri figli per renderli invincibili, vieta loro parole come “amore”, per far sì che non riconoscano tale sentimento. Il tutto descritto con dei dialoghi sintetici e uno stile alquanto “semplice”.


Come è facilmente intuibile dalla foto, i dialoghi sono scarni, inesistenti nelle prime pagine. Quasi ho creduto che i personaggi non sapessero parlare, il che non sarebbe stato affatto di disturbo: i disegni da sé basterebbero per raccontare tanto della loro realtà e della nostra.
Cos’è l’arte se non lo specchio deforme del mondo che ci circonda? Deforme perché la fantasia ne distorce i contorni, ma il fulcro centrale resta, il punto di vista di un autore che vale la pena ascoltare.
La terra dei figli è il dono regalatomi da due buoni amici, e ironia della sorte una storia tanto triste mi ha regalato una piccola gioia. Per questo ho deciso di parlarvene, il mio piccolo dono per tutti coloro che avranno interesse a leggerlo.

Che sia gradito o meno, la morale la sapete già: in fondo, basta il pensiero.

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