Mahmood vince Sanremo con “Soldi”: di cosa parla la sua canzone?

di Rebecca Grosso

Il Festival di Sanremo ha incoronato vincitore Mahmood, stravolgendo le classifiche e le aspettative del pubblico; una vittoria sancita più che dagli spettatori, dalla giuria demoscopica e dalla sala stampa. Il loro voto, infatti, ha permesso a Mahmood di vincere sorpassando il favorito del pubblico, che risultava essere Ultimo. Tra polveroni alzati dai fan più accaniti e inverosimili teorie su complotti, molti sembrano dimenticare quale sia l’anima di questo evento: la musica. Di cosa parla Soldi, che storia ci racconta?

Tutti si pongono la stessa domanda: ma chi è questo Mahmood? Eppure, non è la prima volta che si sente parlare di lui; nato da padre egiziano e madre sarda, Alessandro Mahmoud – che ha dovuto spesso ribadire di essere “italiano al 100%” per schermarsi dai sospetti di una fascia di pubblico sulla sua provenienza – inizia a crearsi una propria identità musicale partecipando prima a X-Factor, nel 2012, e poi a Sanremo Giovani, nel 2016 e successivamente nello scorso anno.
Il ventisettenne milanese di Gratosoglio è stato uno dei due vincitori dello scorso dicembre, ottenendo così la possibilità di accedere all’edizione big del Festival insieme a Einar, l’altro vincitore del concorso. Insomma: una bella doppietta, la sua.

Difficile classificarlo in un unico genere: lui si definisce marocco-pop, ma in realtà le influenze che confluiscono nel suo sound sono tra le più svariate. L’innovazione, la freschezza, di questo stile sta nella fusione di più correnti – tra cui pop, hip-hop e urban – che ben si prestano alle diverse collaborazioni avute con artisti del calibro di Fabri Fibra, Gué Pequeno, Elodie e Michele Bravi.

Soldi ha rappresentato, come altri pochi brani presenti in gara, un tentativo di svecchiamento del Festival, che – giunto ormai alla sua 69esima edizione – continua a tenersi ben ancorato alle proprie abitudini. La sua canzone è stata una scelta intelligente ma soprattutto originale; va fatta una nota di merito ai produttori, Charlie Charles e Dardust, che hanno confezionato un suono fatto su misura per lui, un brano fresco, giovane, ma soprattutto spontaneo e accattivante, fatto su misura delle tendenze del mercato musicale attuale.

Passiamo ora al testo.

“Il pezzo si chiama Soldi ma non parla di soldi a livello materiale perché parla di come i soldi possono cambiare i rapporti all’interno di una famiglia”.

[Intervista rilasciata a Fanpage]

Mahmood racconta una storia, la sua: passa in rassegna quelli che sono stati i momenti più significativi della sua infanzia, che possono essere visti rappresentati nel video ufficiale della canzone. Esprime i suoi sentimenti parlando dell’abbandono da parte di un padre, delle difficoltà che si possono avere a fidarsi dopo essere stati traditi, di come ci si sente a perdere l’orgoglio, una casa, una famiglia unita.

 “È parecchio autobiografica, è una storia che ho vissuto e che hanno vissuto tante persone. Ma ci sono delle parti che non hanno un significato letterale. Per esempio ‘Beve champagne sotto il Ramadan’ è un verso che uso per dire ‘Predichi bene e razzoli male’”.

[Intervista per l’Unione Sarda]

Nel testo sono presenti anche dei versi in arabo.

Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando, giocando con aria fiera

Waladi waladi habibi ta’aleena sembrava vera
La voglia, la voglia di tornare come prima

Sono le parole di suo padre, un ricordo indelebile della sua gioventù: “Figlio mio, figlio mio, amore, vieni qua”. Nonostante in casa parli unicamente il sardo, la lingua e la cultura di suo padre hanno lasciato un’impronta significativa sulla sua personalità, che emerge in tutta la sua potenza in questo brano.

Una personalità che lascia il segno, un giovanissimo artista che ci auguriamo di veder splendere ancora per molto tempo.

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