Cam: quando un robot ruba la tua identità

di Barbara Petrano

Arriva su Netflix “Cam”, nuovo porn-thriller diretto da Daniel Goldhaber in cui una cam girl è vittima di furto d’account e la sua identità online viene sostituita.

Alice, usa un nickname online “Lola” e fa spettacoli live in cam; vuole a tutti i costi scalare la vetta e arrivare in cima alla classifica delle cam girl. Si esibisce per un sito chiamato “FreeGirls” e ha un gruppo di fan fedeli (alcuni dei quali incontra anche di persona), ma sta lottando per arrivare nella Top 50 del sito. Nessuno sa però di questa vita parallela online…

Quando Alice si esibisce in un live show con un’altra ragazza, scala in modo impressionante la classifica, ma il giorno dopo scopre di essere stata esclusa dal suo account mentre una sconosciuta identica a lei si sta esibendo con il suo nickname negandole l’accesso. La nuova Lola è anche più popolare di Alice, che soffre del trauma psicologico per la sua identità rubata. Ma chi si è impossessato della sua identità? Lola 2.0 è un robot. Lei se ne accorge perché induce il suo doppione a fare determinate cose, nota dei movimenti meccanici e quando lo invita praticamente a colpire la scrivania con la testa, lei si fa molto male mentre l’immagine dell’altra è solo alterata digitalmente. Un robot ha rubato l’identità online di una ragazza che ha una vita virtuale.

L’intelligenza artificiale e il cinema
I robot figli dell’intelligenza artificiale sono capaci di agire e pensare come noi esseri umani. Ci sono stati molti film che hanno trattato questo tema, il primo in un epoca in cui non immaginereste mai un prodotto del genere. Metropolis, nel 1927, è stato il primo film in cui è stata mostrata la figura dell’uomo-macchina, creata per tenere sotto controllo uomini fatti di carne ed ossa. Alla fine il creatore la educa in modo tale da portare alla ribellione il popolo sfruttato dal dittatore. In questo caso, il robot appare privo di capacità cognitive anche se con sembianze umane. Dobbiamo arrivare a bordo della Discovery One, per avere supercomputer in grado di interagire con gli esseri umani, di riprodurne con precisione le attività della mente e provare sentimenti: parliamo di 2001: Odissea nello spazio, film di Kubrick diventato un vero e proprio capolavoro della fantascienza. In Blade Runner l’Intelligenza Artificiale assume le sembianze dei replicanti, androidi organici prodotti con sofisticate tecniche di ingegneria genetica che li rendono del tutto paragonabili agli esseri umani. Roy Batty e gli altri 5 replicanti che sono con lui appartengono ai robot Nexus 6, progettati per essere “più umani degli umani”.

E Matrix cos’è? Non è altro che un insieme di codici, un comune programma attraverso il quale è stato creato un mondo virtuale al cui interno gli esseri umani vivono in modo inconsapevole, seppur con qualche implicazione: i corpi che si muovono nel mondo virtuale sono anch’essi una trasposizione digitale degli esseri umani. Chi l’ha creato? Nessuno in carne ed ossa, dietro questo mondo c’è un intelligenza artificiale capace di tenere in ostaggio l’intero mondo.

Come siamo arrivati a tutto questo? Lo sviluppo di questi robot e l’utilizzo di essi ci rende schiavi o più evoluti? Nel caso di Alice, un robot si è impossessato della sua identità online ma con ripercussioni anche sulla sua vita reale. E se la tecnologia si impossessasse della nostra vita?

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