Cannibal Holocaust

Cos’è la civiltà? Chi può essere definito selvaggio? Ruggero Deodato cerca di dare la sua risposta, con uno dei film più controversi e censurati della storia del cinema.

Era il febbraio del 1980 e in Italia usciva uno dei film più controversi di tutti i tempi: Cannibal Holocaust. Con questo film Ruggero Deodato aveva deciso di lanciare un forte messaggio contro il “cannibalismo” imperversante nei media, ma in un modo tutto: scene raccapriccianti di uomini che mangiano e torturano altri uomini vengono servite con la più cruda verosimiglianza possibile; la dolce musica di sottofondo rende il tutto ancora più perverso e disturbante, ma nonostante ciò non si riesce a distogliere lo sguardo: https://youtu.be/GCYndZn6wuk .

La vicenda è divisa in due parti: la prima narra la ricerca del professor Monroe di una troupe giornalistica scomparsa durante una loro spedizione in una foresta piena di tribù di “selvaggi”. Nella seconda parte, invece, viene narrato il viaggio della troupe dei quattro amici, fino agli ultimi agonizzanti minuti, attraverso il materiale da loro stessi filmato, impiegando la tecnica innovativa del found footage. Se nella prima parte le vicende si susseguono in maniera più o meno canonica, nella seconda abbiamo un ribaltamento completo, che farà sgranare più di una volta gli occhi allo spettatore. Niente metafore o giri di parole, niente viene velato, tutto viene mostrato nella più cruda e genuina verità.

Deodato riuscì a realizzare degli effetti speciali talmente realistici e maniacali da far sorgere più di un’accusa nei suoi confronti. Le scene di impalamento e di tortura tra indigeni vennero realizzate talmente bene da dover costringere il regista a dare più di una spiegazione su come fosse riuscito a creare certe sequenze. Deodato si trovò addirittura a essere accusato di aver realmente fatto uccidere i quattro attori\reporter, non solo per l’estrema violenza delle immagini ma anche per via del fatto che i quattro ragazzi non risultassero rintracciabili. Le maggiori critiche che questo film ha dovuto subire sono quelle riguardanti l’uso degli animali: tutte le scene in cui vengono uccisi, in maniera più o meno brutale, degli animali sono vere, con veri animali agonizzanti. Le critiche vennero lievemente smussate dal fatto che tutti quegli animali uccisi venissero realmente mangiati dalle tribù di aborigeni che partecipavano alle riprese.

Il povero Monsieur Canibal, questo fu il soprannome dato dai francesi a Deodato, venne aspramente criticato per le sue scelte sia in Italia che all’estero: la sua pellicola è stata, nel corso degli anni, più volte denigrata e considerata come un esempio di cattivo gusto e perversione sadica dello stesso regista, che più di una critica ha definito colpevole proprio di ciò che voleva in primo luogo denunciare.

Lasciando da parte perbenismi e stomaci deboli, la pellicola di Deodato può e deve essere definita per quello che è: un capolavoro del genere horror, e non solo…

E voi? Sarete in grado di sopravvivere a questo delirio di carni e cineprese?

Disegno di Alberto De Vito Piscicelli

Davide Cacciato

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