Glass, rompere in caso di emergenza

Di Maria Cristiana Grimaldi

“Tutto quello che è straordinario, si può giustificare con i fatti, tuttavia è reale e dentro di te lo sai questo, tutto ciò che vediamo e facciamo ha un fondamento scientifico, però avrà dei limiti, questo è il mondo reale non un cartone, eppure alcuni di noi non muoiono per un proiettile, alcuni di noi sanno ancora piegare l’acciaio questa non è una fantasia”.

I supereroi sono tratti da persone normali. Anche il personaggio più oscuro o alieno possiede caratteristiche assimilabili alle nostre perché a crearlo sono menti che abitano questa realtà. Non possiamo fare a meno, in quanto esseri umani, di mettere del nostro in ogni creazione. Per quanto la fantasia ci consenta di andare oltre, per quanto possa permetterci di viaggiare, il bagaglio che consegniamo pesa sempre di contingenza. Ciò che sappiamo s’innesta in ciò che immaginiamo e i due piani, reale e mistico, si fondono. Con questa tecnica Shyamalan crea i propri universi e Mr. Glass disegna e scrive così quel fumetto che alcuni vogliono vietare al mondo. Ma perché?

“Mi risulta che voi tre pensiate di essere sovrumani, pensate di non essere normali, vi siete convinti di avere delle doti straordinarie come certi personaggi dei fumetti, sono qui per valutare la possibilità che vi stiate sbagliando”.

Mettere in discussione, creare dubbi, demolire certezze o convinzioni usando la logica limitata del mondo, anche quando non c’è bisogno di fede per vedere che i fatti sono lì davanti agli occhi, disegnati attraverso le loro connessioni, è il compito di chi deve tenere a bada, sottomettere un’intera società.
Nel gioco delle parti i tre caratteri della trilogia rappresentano diversi modi di avere a che fare con luce e buio che in questo caso vanno oltre i concetti di giusto e sbagliato. Come si vedrà, il male è un’entità nascosta che vive in mezzo a noi ma soprattutto sopra, quando muove i fili e sceglie al posto nostro cosa dobbiamo guardare in questa scatola di canali che è il mondo.
Ma qualcuno si è accorto che non tutto è stato detto o spiegato, che c’è bisogno di una nuova storia umana, universale.
Mr. Glass è la mente geniale, colui che vede oltre, la sua arma sono le schegge taglienti che squarciano il velo illusorio per mostrarci la vera natura delle cose, il vissuto diretto. In questo senso rappresenta la luce non in quanto bene ma come creatore di storie, sacerdote pronto a tutto, anche spietato, che aspetta la rivelazione.
Kevin con le sue personalità mosse dalla luce è un gioco schizzato di chiaroscuri, l’aiutante del profeta, il suo mezzo per arrivare dov’è diretto.
David che si nasconde al buio e agisce sotto l’oscurità del suo impermeabile è l’eroe del mondo che non ha bisogno di mostrarsi. Come per il difensore di Gotham, non bisogna conoscerne l’identità, l’importante è la sua esistenza, la sua funzione.
Ed è questa che temono coloro che non vogliono alcuna evoluzione, a cui sta bene l’immutata e immobile stratificazione sociale e naturale.
I fumetti non sono libri di storia da cui attingere, sono miti che non devono oltrepassare la quarta parete. Attraverso la psicanalisi e la presunta spiegazione di dati sensibili si prova a mettere in discussione ciò in cui credono i protagonisti e coloro che gli sono accanto. Si cerca di smembrarli e piegarli allo scetticismo.
Questa volta la paura del diverso non infesta solo le strade come un virus gassoso, ora in ballo ci sono forze più grandi, società segrete di persone che in silenzio governano e non ritengono giusto che tra gli esseri umani possano esserci dèi, creature che gli occhi stanchi e pietosi della gente bramano per aggrapparsi alla speranza di un equilibrio salvifico delle parti, per non soccombere alla brutalità insensata del mondo.
Come ha sostituito le lenti del macchinario che avrebbe dovuto ridimensionare il suo incredibile ingegno, così l’Uomo di Vetro ha cambiato quelle che mostrano la realtà, ha tolto i filtri, ha messo a fuoco dimostrando una verità ora incustodita. Il disegno più grande è completo, pronto per essere mostrato a tutti, contro chi vuole ancora che il buio detti legge.
Ha aperto gli occhi al mondo e adesso tutte le schegge rotte dello specchio sono tornate al loro posto anche se sporche di sangue.
La verità sottile che attraversa la storia ci raggiunge e ci fa riflettere su chi siamo e sulla paura di ciò che non comprendiamo. L’importante è non soccombere alla chiusura mentale, l’unico vero nemico, rappresentata materialmente nel film dall’istituto psichiatrico in cui vengono rinchiusi i tre protagonisti. Proprio come in passato, si rinchiude ciò che non appartiene ai canoni del possibile e si cerca di modificarne la struttura per non lasciare che altri siano plagiati, o peggio ancora illuminati.
Ma questa volta non sarà possibile far girare l’umanità dall’altra parte e vietarle di osservare cosa accade fuori dalla finestra, come la dottoressa fa con i pazienti dell’istituto. Questa volta il creatore geniale della storia è riuscito, attraverso la rete, che in quest’epoca ha un ruolo fondamentale, a far passare la natura, quella immensa del sublime americano, quella delle tempeste in lontananza che ora sono sempre più vicine, pronte a sconvolgere gli spettatori, il genere umano che deve far spazio a esseri straordinari. Qualcuno li chiamerebbe heroes e villains.

“Forze ignote non vogliono che ci rendiamo conto di cosa siamo davvero capaci, non vogliono farci capire che le doti probabilmente straordinarie che possediamo sono vere. Io credo che se tutti vedessero cosa diventano quei pochi, quando accolgono il proprio dono, altri si sveglierebbero, la fiducia in se stessi è contagiosa, ci diamo reciprocamente il permesso di essere supereroi non ci risveglieremo mai altrimenti. Chiunque siano coloro che non vogliono farci conoscere la verità oggi hanno perso.

Questo è il momento in cui entriamo nell’universo.

 

Disegno di Sonia Giampaolo

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