Magre fino all’osso

di Carlotta Maschio 

Davvero per essere belle basta essere magre? Siamo donne, non manichini, il metro da sarto buttiamolo via!

Cosa significa oggi essere belle? Per sentirsi bene con se stesse e soprattutto accettate dalla società e riconosciute come “gradevoli” in senso estetico, è così necessario essere assolutamente una taglia 38? Molti messaggi che ci vengono proposti dalla società sembrerebbero dire di sì: dalle sfilate di Victoria’s Secret, all’ultima serie tv targata Netflix “Insatiable”, l’insegnamento che viene proposto sembra essere: magre fino all’osso uguale bello.

Milioni di ragazzine sono ammaliate dalle statuarie modelle, i cosiddetti “Angeli” della casa di moda dedita alla lingerie, che ogni anno lascia sfilare sulla propria passerella decine di corpi femminili che sembrano non mostrare nemmeno un accenno di inestetismi. Con leggiadria ed eleganza mostrano i loro addomi completamente piatti e le loro cosce ben distanziate tra loro; agli occhi di tutti risultano essere per l’appunto donne angeliche, dalla bellezza irraggiungibile e perfette nei loro corpi perennemente sottopeso.

Non tutti sanno, però, che dietro quella mezz’ora di sfilata che viene presentata una sola volta l’anno, si nascondono ore ed ore di durissimo allenamento, praticato più volte al giorno e con sessioni di cardio estenuanti. Non tutti sanno che dietro quella sfilata dai tratti paradisiaci, si nasconde un regime alimentare a dir poco spaventoso, fatto di restrizioni da contratto impossibili da trasgredire, e che negli ultimi venti giorni prima dell’inizio della sfilata, quel regime alimentare diventa quasi praticamente nullo, riducendosi soltanto all’assunzione di liquidi durante tutto l’arco della giornata.

Ma la maggioranza degli “Angeli” sembra far trasparire tutto, durante quei pochi minuti di visibilità, tranne che la vera e propria fame e sofferenza sofferta nei lunghi mesi precedenti. Tutto sembra filare liscio, viene dato per scontato ed accettato, se non fosse che dietro milioni di schermi in tutto il mondo, intere platee di ragazzine assistono e tendono ad imitare quel tipo di corpo che viene eletto a modello. Ogni tanto, però, una voce fuori dal coro sembra emergere, come nel caso della modella australiana Bridget Malcom: la ragazza, ex modella del brand, recentemente ha denunciato attraverso un lungo post pubblicato sul suo blog, quello che realmente accade ai casting dello show, e quale sia il metro di giudizio per la selezione delle modelle. “Questo momento dell’anno” spiega Bridget, “è molto interessante per me, è il periodo in cui le modelle iniziano ad allenarsi duramente e mangiano sempre meno. Ripensando al mio tempo trascorso in quello show, sono sempre colpita da quanto stessi male. Mi ingannavo completamente credendo di essere sana, in forma e pensavo di promuovere una rappresentazione onesta della donna. Il fatto di essere stata premiata con un lavoro di alto profilo perché mi ero lasciata morire di fame in modo così drastico mi fa sentire ancora a disagio”. La modella ha deciso di abbandonare lo show e soprattutto di non appoggiare più un marchio che trasmette il messaggio che la bellezza è essere sottopeso”.“Oggi”, conclude “sono molto più libera ed è una sensazione fantastica. Spero che questo messaggio arrivi anche solo ad una persona perché questa è la parte migliore: ho preso peso e non me ne frega un cazzo. Pian piano sto liberando me stessa”.

Ma lo show di biancheria intima più famoso d’America non è l’unico ad inviare messaggi sbagliati sull’accettazione del proprio corpo e sul concetto di bello. Recentemente la serie-tv Insatiable ha destato tantissime critiche in tutto il mondo. La storia è questa: una ragazzina liceale è abbondantemente sovrappeso e per colpa di un atto di bullismo subito a causa del suo peso in eccesso per mesi è costretta a non poter mangiare solidi in seguito ad una frattura alla mascella; qualche mese dopo ha perso molti chili ed è quindi diventata bella! La trama lascia già di per sé molto a desiderare, ma la cosa davvero assurda, considerato anche il canale sul quale è stata mandata in onda la serie, ovvero Netflix, quindi un canale seguito in maggioranza da giovani, è che passi un messaggio così assurdo quanto sempliciotto: grassa uguale brutta e bullizzata, bella uguale figa da paura e venerata da tutti.

Siamo nel 2019, credere che il concetto di bellezza possa davvero essere ancora racchiuso in semplici idee come quello di essere magre come un chiodo, piuttosto che avere la pelle liscia come una pesca e senza brufoli, è qualcosa che ci rende un popolo regredito e soprattutto molto povero di valori. Imparare ad accettare se stesse per quello che si è, facendo certamente il possibile per essere al meglio di se stesse, ma imparando che la bellezza di una persona, di una donna soprattutto, si misura in tantissimi modi, ma sicuramente tra questi non rientra il metro da sarto: quello possiamo lasciarlo per i manichini, meri oggetti. Noi siamo donne, ed oltre le gambe, è proprio il caso di dirlo, c’è di più!

 

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