Titanic: la nave dei sogni

di Martina Casentini

Titanic è un film drammatico datato 1997, scritto e diretto da James Cameron. È primo per maggior numero di premi Oscar (ne ha ottenuti ben undici, come soltanto Ben Hur e Il signore degli anelli) e secondo per maggior numero di incassi nella storia, superato solo da Avatar, uscito nel 2009. È inoltre considerato uno dei dieci migliori film epici di tutti i tempi.

Il film narra la storia del famoso transatlantico britannico che, considerato inaffondabile, è ricordato proprio perché, a causa della collisione con un iceberg, a quei tempi non facilmente riconoscibile dalle tecnologie a bordo, affondò la mattina del 15 aprile del 1912. Quella notte furono circa 1500 persone a perdere la vita, a causa delle poche scialuppe previste, e ne tornarono a casa solo 706.

Come in ogni film storico non finito nel dimenticatoio, James Cameron racconta la storia della nave dal punto di vista dei sentimenti, precisamente di due innamorati: Jack e Rose, interpretati rispettivamente da un giovanissimo Leonardo Di Caprio e una raggiante Kate Winslet. Questi, nel periodo di un viaggio durato poco più di un giorno si sono conosciuti, amati e soprattutto salvati, in tutti i modi in cui una persona può essere salvata.

Il film si apre con un’ambientazione più recente, rispetto al periodo dell’evento stesso, con un gruppo di ricercatori a caccia del famoso Cuore dell’oceano, un gioiello blu dall’inestimabile valore, che rovistano tra le rovine del transatlantico affondato moltissimi anni prima. Nella cassetta che riportano in superficie, però, non appare nessun bene di valore, fatta eccezione di un disegno che, per qualcuno, valeva più di tutti i gioielli del mondo. Sul disegno una donna nuda, con al collo proprio quel gioiello. L’immagine finisce così subito in televisione e quella donna, ormai divenuta anziana, si riconosce: è Rose Dawson, ma per diventare tale ha dovuto cambiare tutto della sua vita e ci è riuscita proprio grazie a Jack.

La vicenda vissuta a bordo della nave è raccontata dalla voce dell’anziana donna che torna indietro nel tempo, verso quell’uomo che aveva sempre custodito nei ricordi ma di cui mai aveva parlato con nessuno perché, come dice la protagonista, il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti.

La storia prende così il via: un biglietto vinto in una partita a carte e la possibilità di cambiare vita per lui, un semplice viaggio in nave e la monotonia della normalità per lei, ma i due sono destinati a cambiare ognuno qualcosa nell’altro.

La fine della storia la conoscono tutti, anche chi si ostina a non volerlo ancora guardare; quello che non tutti conoscono, se non lo guardano, sono le lacrime e le emozioni che questo film, dopo più di vent’anni, riesce ancora a trasmettere, tanto da tornare al cinema in versione 3D in occasione del centenario dell’affondamento.

Titanic non è solo la storia di una nave che affonda, ma è la storia delle persone che sopra ci hanno viaggiato. È la storia di un viaggio che, anche se breve, ti cambia la vita per sempre. È l’incontro con una persona che finalmente ti dimostra che non sei obbligata a restare nella tua vita, se non è la vita che vuoi.

Titanic è un film che ti lascia dentro un vuoto, che si riempie solo se piangi: difficilmente si può credere a una persona che dice che non piange quando guarda Titanic. Un vuoto che si riempie solo quando capisci che l’amore non finisce con la morte: Rose De Witt Bukater è morta insieme a Jack Dawson, ma da quella morte è sopravvissuta Rose Dawson. E così un pezzo di ognuno è tornato comunque a casa, destinati a restare insieme per sempre.

Solo alla fine, giunta al termine della sua vecchiaia, Rose è finalmente libera di tornare dal suo Jack e di vivere con lui, sulla nave dove tutto era iniziato, un meraviglioso lieto fine per dimostrare a tutti che il Titanic era chiamato la nave dei sogni perché lo era, lo era davvero.

 

Disegno di Marta Bellavia

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