Verde e rosso: la strana storia dei colori del Natale

di Marzia Figliolia

È arrivato il periodo natalizio, le decorazioni cominciano a invadere il nostro campo visivo sempre un po’ prima dal calendario dell’Avvento alla Calza appesa con cura al caminetto. Che dire, invece, dei due colori onnipresenti che dominano questo periodo dell’anno? La storia dell’accoppiata rosso/verde ci tira indietro nel tempo fino al XIII secolo, almeno secondo quando ha recentemente scoperto Spike Bucklow dell’Hamilton Kerr Institute, un ramo dell’Università di Cambridge.

Bucklow, un ricercatore che si guadagna il pane studiando la composizione dei materiali artistici medievali, non era in realtà interessato, inizialmente, a niente di natalizio: piuttosto, indagava un metodo di conservazione per una particolare tipologia di artefatto, degli schermi o paraventi che, nelle chiese medievali, servivano a separare l’area in cui si raccoglieva la congregazione dei fedeli dalla zona in cui sedevano i membri del clero durante la funzione. Spesso, questi pannelli erano riccamente decorati e, a seconda della ricchezza della chiesa, potevano riprodurre semplici motivi geometrici o complicate scene tratte dalle Scritture.

Al giorno d’oggi, questi paraventi sono oggetti su cui raramente potrebbe capitarci di poggiare gli occhi in una chiesa: la maggior parte fu distrutta nell’ondata di frenesia che investì l’Europa subito dopo la Riforma Protestante. Caso vuole che, giusto a Cambridge, si trovi la più alta concentrazione di questi pannelli tratti in salvo.

Seguendo la sua ricerca, Bucklow si sorprese presto di ritrovare sempre gli stessi due colori ripetuti ovunque nelle decorazioni di questi paraventi. Essendo abituato a farsi un sacco di domande, cominciò quindi a chiedersi perché. Si scopre così che il significato medievale dei colori rosso e verde si trova nella loro composizione materiale.

Sì, perché noi possiamo utilizzare smartphone e computer di ultima generazione senza sapere un tubo di come siano fatti, invece gli artisti medievali no. Gli artisti medievali (e i committenti, e il prete, e il garzone, e la contadina) conoscevano perfettamente la composizione di tutti i materiali che utilizzavano per il loro lavoro, compresi i colori: sapevano che il rosso deriva dal ferro, e il verde dal rame.

Mitologicamente, a questi due metalli venivano associate due divinità: Marte, dio della guerra, e Venere, dea dell’amore. Nella poesia, che riprende la mitologia senza arrischiarne il contenuto divino, Marte viene spesso rappresentato in rosso, mentre Venere emerge dalle onde di un mare verdissimo. Presto, appaiare i due colori divenne un modo per simboleggiare l’essenza: maschile e femminile, amore e guerra.

Questa stessa coppia di colori era dunque finita sulle decorazioni dei pannelli perché rimarcava l’unione di una separazione, quella della congregazione dai ministri della chiesa. Ad ogni modo, verso la fine del Rinascimento di questi paraventi non se ne parlava nemmeno più e, infatti, l’idea di mettere insieme una palette verde/rossa è, dai più, considerata un’idea d’epoca Vittoriana, del XIX secolo. Ma, ancora una volta, perché? Perché in epoca Vittoriana, in Inghilterra, furono ritrovati questi vecchi pannelli… E dunque, per l’epoca, il rosso e il verde furono una riscoperta delle radici stesse del Cristianesimo.

La storia però non finisce qua. Sebbene avessero reintrodotto questi due colori, nel XIX secolo anche altri erano associati al Natale: il bianco, il blu e il rosso, il bianco e il verde. Ci sarebbe voluto l’ingresso sulle scene di un titano del marketing, per incidere per sempre il rosso e il verde come i colori natalizi per eccellenza.

Nel 1931, quindi, il marchio Coca-Cola assunse l’illustratore Haddon Sundblom perché disegnasse un Babbo Natale che andasse bene con il loro logo. Sundblom disegnò allora un vecchietto allegro e grassoccio, quello che conosciamo tutti oggi, ben diverso dall’immagine elfica e smunta che aveva dominato fino ad allora. E invece dei soliti mantelli bianchi o blu che aveva indossato fino a quel momento, Sundblom veste il suo Santa Claus di rosso (lo stesso colore del marchio), abbinandogli un rametto di vischio… verde.

La Coca-Cola è dunque probabilmente l’ultimo pezzo di questo rompicapo di Natale, ma le sue fondamenta sono state gettate secoli fa, nelle chiese di mezza Europa. E dunque, mentre decorate casa spargendo agrifoglio rosso e vischio verde ovunque, mentre infiocchettate (in rosso!) carta da regalo (in verde!), non dimenticate di alzare gli occhi al cielo: sembra proprio che i colori di Natale, un tempo, siano discesi dalle stelle.

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