Il diavolo di Natale

di Davide Cacciato

Immaginate un demone capra con gli occhi iniettati di sangue, che corre verso di voi agitando una catena e ringhiando… un incubo dite? Ma no! Parliamo di uno dei simboli più importanti del Natale: il diabolico Krampus.

 

La sera del 24 dicembre c’è un simpatico omone barbuto che con il suo completino rosso e bianco va in giro per il mondo a dispensare gioia e regali a tutti i bambini presenti nella sua lista dei buoni. Non molti sono a conoscenza, però, dei diavoletti con cui spesso si accompagna, che spaventano e puniscono i bambini che non si sono comportati bene: i Krampus.

L’etimologia del nome Krampus è incerta; probabilmente è un derivato del tedesco kramp “artigli” o del bavarese krampn “in decomposizione, morto”. L’aspetto ricorda quello di un caprone antropomorfo dall’aria demoniaca, che trascina le sue catene e che vaga insieme a San Nicola, il quale ha il compito di trattenerlo. Si pensa che questa figura sia ispirata ad alcuni culti pre-cristiani basati sulla natura e la stregoneria che veneravano una particolare divinità cornuta caprina, presenti nelle aree del Nord-Italia, Germania, Austria, Lussemburgo e alcuni paesi dell’est Europa.

La leggenda a cui è legata questa spaventosa creatura risale a diverse centinaia di anni fa. Si narra che vi fosse un villaggio dove imperversava un’orrenda carestia; un giorno alcuni ragazzi del villaggio si travestirono con pelli, corna di animali e maschere e iniziarono a fare scorribande nei paesi vicini, terrorizzando la popolazione e rubando quante più provviste possibile. Insieme a questi giovani si aggirava, però, indisturbato anche il Diavolo in persona, che si confondeva in mezzo a tutti i ragazzi mascherati; il Diavolo, avendo i piedi da caprone, lasciava delle impronte a forma di zoccolo ben visibili. Quando i ragazzi si accorsero dell’oscura presenza che camminava in mezzo a loro chiamarono per compiere un esorcismo l’allora vescovo San Nicola, il santo da cui poi derivò la figura di Babbo Natale. Da quel momento i ragazzi iniziarono a girare travestiti per i villaggi insieme al Santo, donando dolciumi e regali ai bambini più meritevoli e spaventando e picchiando i bambini cattivi.

Questa leggenda è ancora presente nella tradizione folkloristica di diverse zone di lingua tedesca e in alcune regioni del nord Italia, quali il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino Alto Adige. In queste zone San Nicola viene tradizionalmente festeggiato a partire dalla sera del 5 dicembre, con processioni e carri a cui fa capo lo stesso Santo e al cui seguito si trovano orde di krampus iracondi e armati di catene e verghe. Durante il giorno il Santo deve tenere a bada i feroci demoni, ma quando cala la sera i krampus sono liberi di correre per le strade senza nessun freno, malmenando chiunque si trovino davanti.

 

 

Quindi, se non volete che un demone vi picchi, vi conviene essere dei bravi bambini!

 

 

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