Piccola guida alla lettura di Márquez 

di Raffaele Iorio 

Un breve percorso che consiglia la lettura di uno degli scrittori più importanti di sempre.

Ci siamo, dopo tanti rimandi e mille fatiche, mi trovo a scrivere finalmente una piccola guida alla lettura di Márquez. Il perché di tanti scrupoli è abbastanza ovvio: primo, non ho di certo letto tutto ciò che Gabo ha scritto e secondo, il mio giudizio è pur sempre relativo al mio modo d’essere, non certo universale. Nonostante ciò, ho deciso di farmi coraggio e cercare di essere quanto più utile.

Procediamo.

Spesso si tende a giudicare un autore sulla base dell’unica lettura fatta in vita in un determinato periodo storico. Una volta mi capitò di leggere un libro di Stefano Benni: Il bar sotto il mare. Non gradito, etichettai l’autore come “da non leggere più”. Così a Benni seguirono Alessandro Baricco con Oceano mare e la bravissima Margaret Mazzantini con Non ti muovere. Non era ancora giunto il momento opportuno per loro ma tutti meritano una seconda possibilità, almeno.

Così, partito da questa riflessione, ho tracciato un percorso ideale per la lettura di Gabriel García Márquez. Un piccolo accorgimento per evitare che bollaste questo grande artista come “da non leggere più”.

L’amore ai tempi del colera

Diciamocelo, non tutti sono dei lettori esperti e l’età non conta: ho 26 anni e ho letto molto meno della mia ragazza quando ne aveva 12. Se non si è tanto navigati, con Márquez è bene cominciare da questo libro. Il perché è molto semplice. L’amore ai tempi del colera, tra i più noti, è quello in un certo senso più “pop”. Márquez abbandona il solito stile di denuncia, centrale nelle sue opere, per abbandonarsi ad una storia d’amore superba. Non mancano di certo gli scenari neri, già dal titolo compare il colera, ma questo romanzo atipico è specchio di un’affascinante epopea di passione e ottimismo. Un romanzo in cui compare un gusto intenso per la narrazione fiabesca. Così, una volta terminata la lettura, se il libro piace ci si innamora del suo autore e si è disposti a sopportare qualche “capriccio” che ogni tanto si concede.

Cent’anni di solitudine

Questo è forse il libro più famoso è importante di Márquez e se non amate il suo autore, a meno che non siate dei lettori forti, forse non riuscirete a sopportarne i “capricci” e difficilmente sarete disposti ad arrivare alla fine. Il romanzo, tra tante difficoltà, presenta per esempio un numero elevatissimo di personaggi con nomi che ricorrono uguali da generazione a generazione. Il capostipite della famiglia José Arcadio Buendía chiamerà, per esempio, il figlio con il suo stesso nome, questo a sua volta avrà una relazione con un’amica della madre che partorirà un bambino dal nome José Arcadio Buendía, così si passerà ancora per José Arcadio Secondo Buendía e ancora José Arcadio Buendía.

Un po’contorto.

C’è da dire che Cent’anni di solitudine è un libro che ti cambia la vita, che alla fine ti rende più ricco. Un libro che non si può non leggere, ma con i giusti accorgimenti.

Detto ciò, ci si può sbizzarrire alla lettura di qualsiasi altro libro di Gabo, alcuni li amerete di più, altri di meno ma fidatevi: nessuno vi lascerà indifferenti.

 

 

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