Giovanni Pellino, in arte Neffa

di Raffaele Celentano

“Finchè il mondo girerà… cambierà”

“Quel che viene venga e mi sta bene/Quel che è stato è già passato e mo’ il passato se lo tiene”. Forse avrà pensato questo Neffa quando, nel 2001, uscì nei negozi di dischi Arrivi e partenze, album che sancisce il definitivo addio dell’artista di origini meridionali, al rap e la sua entrata a piedi uniti nell’ampio mercato della musica cosiddetta “leggera”. Va innanzitutto analizzato il concetto stesso di “pop” in riferimento ai suoi lavori: egli stesso li definisce “popolari”, in quanto fruibili a tutti, essendo rappresentazione di una realtà che può essere vicina a qualsiasi persona. Non si tratta quindi di musica scritta a tavolino per cercare di essere quanto più commerciale possibile, ma rappresenta un desiderio dell’autore di esprimere se stesso allontandandosi da un mondo che non lo rappresenta più. Il rap a quei tempi era diventato parte di un mainstream che in realtà non lo comprendeva a pieno e che  aveva contruibito ad attenuarne il concetto di autoproduzione, condivisione e fratellanza che fino a quel momento avevano caratterizzato i suoi rappresentanti. La stampa fraintende testi e contenuti delle canzoni e Neffa non ci sta più: come palesazione di questo suo stato d’animo, nel 1999 incide Chicopisco, concepito per essere quanto più criptico ed enigmatico possibile e che diventa, incosciamente, un addio.

Ognuno di noi nella sua vita è cresciuto e cambiato, forse in meglio, forse in peggio, rappresentando l’evoluzione e la mutazione continua che la realtà che ci circonda subisce ogni minuto. A volte dobbiamo avere il coraggio di cambiare, cercare una nuova strada, magari abbandonando una “comfort zone” che ci fa sentire protetti, ma non ci rende realizzati a pieno e soddisfatti di noi stessi. Neffa l’ha fatto probabilmente più di ogni altro musicista, lasciando un ambiente di cui era pioniere, in cui era considerato maestro e punto di riferimento ed esponendosi a più che plausibili critiche. È riuscito ancora una volta a reinventare se stesso e il suo concetto di musica. Le melodie che crea sono imbevute di riferimenti soul e swing, sono semplici e genuine e possono essere la colonna sonora di qualsiasi nostra giornata, senza mai essere banali e suonando sempre come qualcosa di vero ed ispirato. Tutto questo ha portato ad un successo: premi e riconoscimenti non sono mai mancati, così come i successi a livello di vendite e posizionamento nelle classifiche radiofoniche, a dimostrazione del fatto che si può essere popolari e si possono vendere i dischi anche mantendendo la propria identità, senza snaturarsi e che, a volte, il cambiamento è inevitabile per realizzarsi, sia in campo professionale, sia a livello personale.

 

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