Dimmi che occhi hai e ti dirò la tua malattia

di Domenico Macari

Gli occhi sono lo specchio dell’anima, si sa. Da sempre hanno un significato simbolico profondissimo, rivelando quello che il resto del corpo tace. Probabilmente la pensano così anche gli anatomopatologi che hanno associato nomi a dir poco bizzarri a elementi caratterizzanti di alcune importanti patologie. Vediamone alcuni.

Occhi di civetta e linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin è una neoplasia che colpisce i linfociti B, cellule del sangue che fanno parte del sistema immunitario. Ha due picchi principali di incidenza: tra i 15 e i 34 e dopo i 50 anni. L’elemento caratterizzante di questa patologia è l’aspetto delle cellule neoplastiche al microscopio: quello che si vede è un nucleo bilobato circondato da un alone bianco; morfologia che gli anatomopatologi hanno associato agli occhi di una civetta.

Occhi dell’orfanella Annie e carcinoma papillifero della tiroide

Little Orphan Annie è una serie a strisce giornaliere di fumetti pubblicata sui giornali americani tra il 1924 e il 2010. La piccola orfana protagonista aveva una particolarità anatomica: gli occhi privi di pupille. Questa caratteristica decisamente insolita è stata associata dagli anatomopatologi a un tumore, il carcinoma papillifero della tiroide, che costituisce più dell’85% di tutti i tumori tiroidei. Dove ritroviamo gli occhi della bambina? Nelle cellule! Le cellule tumorali hanno infatti un nucleo che appare vuoto ma dai contorni ben definiti, esattamente come gli occhi della piccola.

Sguardo spaventato e malattia di Basedow-Graves

La malattia di Basedow-Graves è una patologia autoimmune caratterizzata da una particolare triade sintomatica: ipertiroidismo (la tiroide funziona eccessivamente), esoftalmo (occhi troppo sporgenti), e mixedema pretibiale (un’infiltrazione cutanea degli arti inferiori). L’esoftalmo, in particolare, costituisce uno degli elementi clinicamente più rilevanti, perché occhi troppo sporgenti possono causare tensione nel nervo ottico e quindi problemi alla vista. Ad ogni modo i pazienti con malattia di B-G sono definiti pazienti “con lo sguardo spaventato” per via dell’espressione che il volto di questi assume a causa del bulbo oculare troppo sporgente.

Questi non sono gli unici esempi di nomi bizzarri che troviamo nel mondo della medicina: basti pensare alle “dita a salsicciotto”, un vero e proprio termine tecnico che indica le dita gonfie a causa di fenomeni infiammatori sottostanti, oppure alla “milza a sagù”, una milza che appare ricoperta di noduli rossastri che ricordano il sagù, una fecola ricavata dalle piante del genere Metroxylon.

 

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