Due strani esperimenti per studiare la memoria spaziale

di Domenico Macari

 

L’ippocampo è una struttura del sistema nervoso centrale implicata nei meccanismi della memoria. Due curiosi esperimenti dimostrano il suo ruolo nel consolidamento della memoria spazio-temporale.

Per memoria intendiamo la capacità da parte dei centri superiori del sistema nervoso di incamerare informazioni. Questa comprende due momenti: prima abbiamo la memoria a breve termine, che segna l’inizio della memorizzazione; una volta consolidata la memoria a breve termine parliamo di memoria a lungo termine. La sede anatomica in cui ciò avviene è rappresentata dall’ippocampo; due curiosi esperimenti hanno permesso di dimostrare il ruolo che questa struttura svolge nel consolidamento delle informazioni, soprattutto quelle di carattere spazio-temporale.

 

Esperimento #1. “Labirinto a 8 bracci”: si tratta di una struttura costituita da otto bracci e all’estremità di ognuno di questi poniamo una zolletta di cibo. A questo punto entrano in gioco due animali da laboratorio: un ratto sano e uno privato di ippocampo. Questi vengono posti al centro, nel punto a partire dal quale si diramano gli otto segmenti. L’esperimento ha evidenziato che il primo è in grado di prelevare le varie zollette alle estremità e non ripercorre mai la stessa via: quindi memorizza dal punto di vista spaziale che ha già prelevato a quella estremità e tende a percorrere le altre vie, mentre il secondo si muove in modo disordinato e sembra mancare della capacità di memorizzare che si sia già mosso lungo un determinato braccio.

 

Esperimento #2. “La vasca di Morris”: è una vasca piena di acqua torbida nella quale c’è una piattaforma su cui l’animale da laboratorio può sostare. Prendiamo due ratti, uno sano e l’altro privato dell’ippocampo. Quando poniamo entrambi nella vasca per la prima volta questi nuoteranno casualmente fino a raggiungere la piattaforma di salvataggio. A questo punto preleviamo i ratti e li reimmergiamo dopo un certo tempo nella stessa vasca: il topo con l’ippocampo integro raggiungerà prima e più facilmente la piattaforma. Questo esperimento lascia facilmente evincere che questa struttura anatomica è importante nel ricordo spazio-temporale.

 

In definitiva l’ippocampo gioca un ruolo chiave nella memoria, ma va sottolineato che non è un magazzino perenne di informazioni: quest’ultima funzione è svolta da zone dell’encefalo differenti, che per portare a termine il proprio compito necessitano però della stazione ippocampale.

 

 

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