Dell’amore per la parola scritta: intervista a Simona Lazzaro

di Sveva Di Palma 

L’amore per le parole, l’iniziativa di diffondere questo amore verso l’esterno, alla ricerca di qualcuno che lo comprenda e condivida, il protendersi verso un abbraccio intellettuale.

Questo l’argomento principale della mia intervista a Simona Lazzaro, giovane scrittrice napoletana e co-fondatrice dell’associazione culturale Liberica.

L’amore per i libri, per la scrittura, accomuna molti. Non abbastanza, mai abbastanza.

L’educazione alla lettura, l’esercizio di pazienza che bisogna fare da bambini per potersi approcciare ad un libro, lo sforzo di imparare ad esprimersi a propria volta scrivendo è quanto di più prezioso abbia a disposizione il cervello umano per formarsi e accrescersi.

Leggere rende la mente elastica, duttile, adattabile. Alfabetizzarsi con lo scopo di descriversi, raccontarsi, aiuta a comprendere la natura delle emozioni, l’origine dei sentimenti. È fornirsi strumenti per sondare se stessi, il mondo esterno e le sottili interconnessioni che  legano le due entità indissolubilmente.

Di questo saldo, granitico legame è perfettamente cosciente Simona Lazzaro, l’autrice dei romanzi Euterpe e Sirene, che della parola scritta – da se stessa e da altri – ha fatto la sua vita.

Dal 2016  impegnata nella creazione di un club del libro, dapprima ristretto e adesso sempre più numeroso, e successivamente – dal 2017 – nelle iniziative legate alla sua associazione culturale riconosciuta Liberica, la giovane è immersa nella cultura letteraria e nelle reti di relazioni umane che grazie ad essa hanno avuto la possibilità di sbocciare.

Simona, allora, parlami un po’ di te, introducimi alla tua persona…

“Allora, la cosa fondamentale da sapere di me è che amo la parola scritta. Amo leggere, amo scrivere e la mia associazione è l’ultima iniziativa che sto portando avanti, sperando di poter coinvolgere altre persone che hanno il mio stesso approccio alla letteratura…”

Perfetto. Parlami un po’ della genesi, della storia di questa associazione, puoi introdurre me e i lettori a questa iniziativa.

“I primi tempi questa associazione era semplicemente un club del libro. Ho messo un annuncio su Internet, cercando persone che fossero interessate ad una iniziativa simile. In particolare, mi sono rivolta agli universitari e… hanno risposto diverse persone, abbiamo creato un gruppo su Facebook e abbiamo deciso insieme, con i primi membri che si sono iscritti (e molti sono ancora nel nostro gruppo), di vederci il primo sabato di ogni mese. Attualmente, l’incontro è l’ultimo sabato di ogni mese…”

Come mai questo cambiamento, che cosa…?

“Ci siamo ritrovati due date vicinissime, non ricordo se era dopo Natale o Pasqua, e quindi abbiamo spostato – ride – molto semplice, abbiamo fatto di necessità virtù. E, comunque, il primo anno siamo stati solo un club del libro e non ufficializzati. Dopo un anno, assieme ad una delle prime ragazze che ha partecipato – Noemi Misurelli – e un altro ragazzo che abbiamo conosciuto successivamente, Stefano Moscatelli, abbiamo registrato l’associazione legalmente e da qui abbiamo cominciato ad introdurre anche altre iniziative…”

Parlami un po’ di queste iniziative.

“Ad esempio il cineforum, legato sempre ai film tratti dai libri. L’ultimo che abbiamo visto era Amabili Resti. Un’altra iniziativa è quella di leggere dei filoni, l’ultimo è stato su Margaret Atwood. Abbiamo appena letto I racconti dell’ancella…”

Bello…

“Bellissimo. E adesso il prossimo, che esce il 10 novembre, L’altra Grace. Adesso ci stiamo aprendo anche ad altre attività, dedicate alla scrittura, proprio perché lo scopo dell’associazione è quello di promuovere la parola scritta in tutte le sue forme, non solo come lettura. Ci stiamo legando ad una iniziativa americana, il NaNoWriMo, che si svolge ogni novembre e consiste in una sfida contro se stessi, ovvero quella di scrivere un romanzo di 50.000 parole, o anche un racconto. Si tratta di una iniziativa americana, ma noi siamo la prima associazione italiana ad unirsi ai write-in, ovvero luoghi in cui si riunisce e si scrive insieme. Risultiamo anche sulla mappatura di questo sito. Per adesso abbiamo due incontri ufficiali, uno il 10 novembre (dopo la lettura de L’altra Grace) ed uno il 24 novembre in cui ci sarà uno scambio, leggeremo ognuno ciò che abbiamo prodotto. La cosa fondamentale dell’associazione è che è diventata una comunità, ormai ci conosciamo tutti quanti, ci vediamo sempre, anche al di fuori. Non è più soltanto un luogo legato a delle attività specifiche, ma è una comunità di persone a cui rivolgersi per qualsiasi cosa. È nata una rete, cerchiamo di espanderla sempre di più…”

Quindi parliamo anche di relazioni interpersonali…

“Assolutamente sì, perché la lettura può essere condivisione, è anche condivisione. Era quello che volevamo fare e… per ora ci stiamo riuscendo, ovviamente ci sono momenti in cui ci sono più persone e altri in cui ce ne sono meno, ma…”

Come si fa ad accedere a questa associazione?

“Abbiamo un sito Internet su cui si possono mandare i dati personali, il costo è 5 euro ad anno solare, penso che sia il minimo sindacale. Non ci guadagniamo niente, è senza scopo di lucro, serve a coprire le spese di gestione della sede, per dei premi che facciamo per delle piccole gare. C’è un gruppo Fb, siamo anche su Instagram, con recapiti telefonici e mail.”

Dove vi riunite?

“Siamo a via Tiberio 44, nella Casa del Popolo di Fuorigrotta, che ci è stata gentilmente offerta dalla signora che la gestisce.”

Che consigli daresti a chi vuole scrivere, oggi?

“Non bisogna, a mio avviso, partire con l’idea di guadagnare molto o di vivere solo di questo perché oggettivamente qui è difficile se non impossibile, ma l’idea che qualcuno possa vedere le cose dal tuo punto di vista, possa vedere una sfumatura che tu non avresti colto, per qualsiasi motivo, è entusiasmante. È, secondo me, la chiave della letteratura. La condivisione di punti di vista diversi, conoscenze diverse e di storie. Diciamo che un’opera letteraria non nasce quando viene scritta, ma quando viene letta ed è il rapporto dialettico fra lettore ed autore.”

 

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