Il primo congresso mondiale della trasformazione educativa: un incontro tra culture per una pratica educativa del domani!

di Ferdinando Ramaglia

“Cura, Bellezza e Sogni”: queste sono le tre parole chiave del Primo Congresso Mondiale della Trasformazione Educativa, l’evento interamente centrato sul tema dell’educazione dove interverranno ospiti da tutto il mondo e che si terrà dal 29 al 31 ottobre a Napoli presso la sede operativa del Centro Sinapsi a Monte Sant’Angelo.

Ma cosa c’entrano queste tre parole con l’educazione? Questi termini sono i fondamenti da cui partire per realizzare una trasformazione dell’educazione; una svolta che non nega ma risalta la persona e la sua diversità, dove la cura verso l’altro diviene una finalità centrale dello scopo educativo, dove la bellezza fa dialogare le realtà territoriali portando il bello nel brutto e dove il sogno dell’educatore incontra quello dell’educato, come ossigeno dove non si respira.

Questo congresso mira ad essere un punto di incontro tra realtà differenti, approcci e diverse metodologie dell’educazione al fine di discuterle, migliorarle e integrarle; un progetto che internazionalizza la pratica educativa, con una particolare attenzione all’inclusione.

Dunque, viene presa in analisi la pratica educativa nelle sue metodologie e nelle sue applicazioni, tra cui quella dei contesti difficili come le periferie. Non verranno a mancare dibattiti su “l’arteducazione”, sul ruolo delle tecnologie nell’educazione, sulle professioni educative e sulle prospettive future dell’educazione.

Il 26 ottobre abbiamo partecipato alla presentazione dell’evento che si è tenuta presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino, a Napoli dove Cesare Moreno, presidente di Maestri di Strada, Santa Parrello, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Maricela Orsorio, dell’Universidad Nacional Autónoma de México, hanno presentato il programma del I Congresso Mondiale della Trasformazione Educativa.
In questo incontro “preparatorio” è stato fatto un quadro generale di quelli che saranno i temi centrali di questo evento, ribadendo, nei vari interventi fatti dagli ospiti presenti – tra cui il sindaco di Napoli Luigi De Magistris – l’importanza dell’inclusione, di un’educazione efficace, ripensata e arricchita tramite l’incontro tra culture e visioni diverse, in un mondo sempre più complicato, che richiede una pratica educativa che tenga conto della complessità del moderno; attenzioni educative completamente diverse da quelle del passato.

 

 

A tal proposito abbiamo posto giusto due domande alla prof.ssa Santa Parrello:

Quanto la modernità incide sull’educazione?

“La modernità è sicuramente il contesto che impone delle trasformazioni nei modelli educativi, perché non c’è dubbio che educare in una società complessa e veloce come quella contemporanea non è la stessa cosa che educare in contesti e condizioni passate.”

Come si trasforma l’educazione?

“L’educazione si è già trasformata ed è per questo che dobbiamo fermarci a riflettere nel tentativo di governarla meglio. Si è trasformata innanzitutto perché gli adulti si sono trasformati; hanno una vita diversa e hanno difficoltà a rapportarsi alle giovani generazioni e a passare un’eredità chiara, hanno anche difficoltà ad affrontare un conflitto diretto che è insito nel rapporto intergenerazionale. Quindi è necessario ripensare questo rapporto adulto-giovane.”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi