L’amica geniale: dal romanzo alla serie televisiva

di Marianna Allocca

Pubblicato nel 2007, L’amica geniale è un romanzo italiano di Elena Ferrante. Si tratta del primo volume bestseller della quadrilogia della scrittrice: L’amica geniale, Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013), Storia della bambina perduta (2014). Nel 2017 la televisione statunitense HBO ha annunciato la produzione di una serie in otto puntate basate sul romanzo della Ferrante che il prossimo 26 novembre verrà trasmessa sul canale Rai 1.

La serie televisiva è stata diretta dal regista Saverio Costanzo, il quale ha già dimostrato di saper maneggiare storie intime, in grado di far coesistere e convivere particolare e universale, basti pesare a La solitudine dei numeri primi, Hungry Hearts. Le riprese – di cui molte girate per le strade di Napoli – si sono ormai concluse e nella presentazione del palinsesto Rai è stata resa nota la data d’uscita dell’attesissima fiction. Le prime due puntate sono state trasmesse in anteprima al cinema il 1°, 2 e 3 ottobre. La HBO (il network americano a cui si devono Sex &The City e I Soprano e che manda in onda Il Trono di Spade e True Detective, per intenderci) ha deciso di salire a bordo del progetto, rendendo noti gli episodi contemporaneamente con l’Italia, trasmettendoli in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Al Festival del Cinema di Venezia ha suscitato parecchie emozioni e attualmente è la serie più attesa dell’autunno.

Il primo volume del romanzo è diviso in due parti: “Infanzia” e “Adolescenza”, ed è dedicato alla storia di due bambine, Elena Greco (Lenù) e Raffaella Cerullo (Lila), di un quartiere di Napoli. Entrambe molto intelligenti, ma insofferenti alle rigide regole di comportamento del “rione” in cui abitano. Durante gli anni dell’infanzia instaurano un grande rapporto d’amicizia, fin quando, con la fine della scuola elementare, le loro vite si separano. Malgrado ciò, i percorsi delle due ragazzine continuano ad intrecciarsi, ancor di più quando intervengono le prime complicazioni sentimentali. Inoltre, la narrazione è condotta in prima persona da Elena; attraverso il suo sguardo attento emerge una foule di personaggi, una quantità di ambienti e di usanze, di una Napoli che dalle difficoltà del dopoguerra si apre progressivamente a un modesto benessere, incoraggiato, ma al tempo stesso, minacciato dalla presenza della malavita. Per quanto riguarda la serie, considerando le prime due puntate intitolate Le bambole e I soldi, viste in anteprima mondiale, bisogna dire che si presentano piane e distese, soprattutto rivelatrici della volontà di aderire in maniera assolutamente fedele alle pagine della Ferrante.

Attraverso la trasposizione cinematografica del romanzo – in modo particolare per chi ha letto e amato il libro -, abbiamo la possibilità di vedere respirare le sue creature in un universo partenopeo fatto di suoni e colori, crudeltà e purezza recisa. Traspare anche una poesia, una malinconia che si nutre delle piccole cose, dei piccoli gesti, cullata dalla voce narrante, ovvero quella di Elena divenuta adulta. In questo scenario emotivo aleggia un senso d’angoscia scaturito dal tappeto sonoro che accompagna le immagini, tra maestre molto severe e certi silenzi che ti lasciano senza fiato o spezzano il cuore. Il tutto, nella Napoli degli anni ‘50 , specchio di un’Italia povera, ricca di contraddizioni e pronta a rialzarsi: il boom economico è dietro l’angolo, ed Elena e Lila ne saranno, a loro modo, testimoni.

Non ci resta altro che aspettare la serie televisiva per tuffarci nel mondo raccontato dalla Ferrante e rappresentato da Costanzo.