Lelio Bonaccorso a #Rdl

di Mariangelo D’Alessandro

Quest’anno il Museo Archeologico di Napoli è stato teatro della fiera Ricomincio dai libri lo scorso 5, 6 e 7 ottobre. Così, noi de La Testata – Testa l’informazione abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere autori eccellenti, case editrici pronte a dare voce nuova al mondo, persone incredibili che credono profondamente nella forza della scrittura e della lettura. Non poche conferenze hanno ruotato attorno al tema delle “frontiere”, una realtà che oggi come oggi colpisce e fa riflettere. Limiti, barriere, muri, tutto ciò che grazie alla lettura e alla cultura può essere superato, o almeno si spera.

Il 6 ottobre nella Sala Conferenze è stato presentato il libro Salvezza. Graphic novel ideato e creato da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, due ragazzi che hanno deciso, lo scorso novembre, di imbarcarsi sulla nave Acquarius.
La nave aveva una missione in mare: salvare vite. Questa volta però, a bordo, c’erano anche due giovani fumettisti con la voglia di raccontare senza filtri ciò che sarebbe successo durante il viaggio. Raccontare le storie di chi fugge, di chi cerca la salvezza.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Lelio, lasciamo parlare lui.

Lo Stato quanto colpa ha nel fenomeno dell’immigrazione?
“Innanzitutto credo, bisogna interrogarsi su chi è lo Stato e cos’è lo Stato. La responsabilità c’è nella misura in cui i cittadini si disinteressano di ciò che succede nel mondo e vogliono delegare qualcun altro a fare qualcosa per te. Delegare qualcuno perché magari non lo vuoi fare tu. Perché è migliore e ci pensa lui. Senza sapere che questa cosa poi ti si ripercuote contro, perché la persona che vai a votare non fa nulla per cambiare la tua vita e di certo non ti arricchisce. Lo Stato ha sicuramente delle responsabilità, quello che vedo oggi è che c’è dalla parte che dovrebbe reagire, o agire, un vuoto ideologico totale che è stato colmato dalla convinzione che se c’è miseria bisogna far affondare tutte le barche, o non far entrare più nessuno, come se questo risolvesse il problema. Io credo che ogni momento buio della storia sia in realtà un’occasione per tutti noi per poter fare una rivoluzione, ma che deve essere personale.”

Il fenomeno dell’immigrazione è stato affiancato in questi anni da un altro fenomeno, quello dei social network. Credi che grazie a queste piattaforme qualcuno sia riuscito a modificare e plasmare la coscienza delle persone?
“Secondo me ogni cosa ha un aspetto positivo e uno negativo. Il discorso è che il potere utilizza qualsiasi metodo per raggiungere i propri scopi. Finché il social network funzionerà lo utilizzerà. Chi vuole dominare cercherà sempre il modo migliore per farlo. La rivoluzione, di cui parlavamo prima, è una cosa assolutamente personale. Perché se ti stanno fottendo (perdonami il termine) finché non te ne accorgi loro continuano. Devi capire il trucco e non farti fregare più. Il problema è che la gente viene fregata da chi pensa sarà la propria salvezza, senza rendersi conto che quelle persone saranno la vera rovina. Perché i primi ad avere blocchi mentali sono loro stessi e non si rendono conto che queste persone fanno tutto soltanto per il proprio tornaconto. Adesso su questa stretta che faranno sui permessi di soggiorno, ci saranno 160.000 persone che si troveranno improvvisamente in mezzo alla strada, che non potranno tornare a casa perché non ci sono accordi con i paesi di provenienza, diventeranno clandestini e commetteranno un reato senza aver fatto nulla. Inevitabilmente non potranno lavorare e avere modi per emanciparsi, finiranno in mezzo alla strada e dovranno delinquere. E alla fine? Saranno cattivi loro. Questi personaggi che la gente va a votare saranno la devastazione, perché saranno loro a peggiorare le cose rispetto a come stanno.”

Cosa dobbiamo fare? E qual è il nostro compito secondo te?
“Il nostro compito è quello di non schierarci gli uni contro gli altri, perché non serve a niente. Dobbiamo svegliarci, ma questo risveglio deve avvenire con l’esempio. Parliamo e parliamo ma con le chiacchiere stiamo a zero. Quello che chiunque di noi può fare, chi ha un talento, una capacità, è utilizzarlo per dare l’esempio agli altri. Un detto dice che la felicità è fare ciò che è piacevole per te e utile per gli altri.”

Dopo tutto quello che è successo, quello che abbiamo studiato, soprattutto quello che la storia ci ha insegnato, perché l’uomo riesce ancora a incatenare l’uomo? Perché l’uomo riesce ancora ad avere potere sull’uomo?
“Perché il potere è una pazza scorciatoia. Chi ha potere più ne ha e più ne vuole. Uno pensa che l’uomo potente possa fare tutto, in realtà sta anche lui sotto precisi meccanismi. Lui stesso deve sottostare a delle regole che il potere ha stabilito per mantenere un controllo. Vorrebbe essere superiore a Dio perché non vuole morire e continuare ad avere potere, e siccome questo non può essere lì crolla il castello. E soprattutto vive con persone intorno che non lo stimano, ma invidiano quel potere e lo vogliono, perciò vive sempre guardandosi le spalle. Secondo me il potere è una grande illusione, una bolla di sapone, che poi chi lo possiede se ne renderà conto, ma solo alla fine. Il potere è uno schema ed esiste solo quando ci caschi dentro.”

Cosa hai provato su quella nave? E come vedi questo futuro prossimo?
“Sicuramente rabbia nel vedere tutte queste ingiustizie. Ti lascia con un senso di responsabilità di dover raccontare e di trovare soprattutto il modo di farlo nella maniera più efficace. Se pensiamo alla storia il futuro è nero, perché queste cose continueranno fino a quando qualcosa sarà talmente forte e traumatica che ci sveglierà. Ma il futuro dipende solo da noi. Ci sono due possibili varianti, una è che le cose continuino così perché molta gente dorme, in questa ipnosi collettiva, e l’altra è che le cose cambieranno grazie a persone che si stanno facendo domande, e stanno facendo un percorso completamente diverso. Tutto dipende da noi. Un uomo comune può fare cose che poi diventano fondamentali per tutta l’umanità. Alla fine l’uomo cos’è? È l’umanità in piccolo, e l’umanità è l’uomo in grande, se tu capisci questo, capisci che sei importante e ogni tuo gesto e ogni tua azione è fondamentale per cambiare l’universo intero.”

 

 

Foto di Chiara Antenucci

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