Blonde, skinny, rich…

di Rossana Iannotta

And a little bit of a bitch canta Lady Gaga. La cantante statunitense ha addirittura dedicato un intero brano a uno dei personaggi più influenti della moda italiana dell’ultimo ventennio.

Donatella. Non c’è neanche bisogno di puntualizzare che si tratta della sorella del compianto stilista Gianni Versace. Dopo la tragica scomparsa del fratello, ella ha ricevuto un’eredità inestimabile ma allo stesso tempo incredibilmente gravosa: la direzione artistica della maison che porta il loro cognome. Già responsabile del marchio Versus Versace, nel 1998 disegna la sua prima collezione per la linea principale del brand. Lo stesso anno viene organizzata anche un’esposizione postuma dei lavori dei due fratelli al Metropolitan Museum of Modern Art di New York per celebrare la prematura dipartita dello stilista. Donatella Versace inoltre possiede anche il 20% della società, il fratello Santo (co-fondatore) il 30% e sua figlia Allegra il restante 50%.

Si sta discutendo molto sul nuovo “fatto” riguardante il celebre marchio: l’acquisizione da parte di Michael Kors e la successiva integrazione da parte del nuovo gruppo Capri Holdings Limited. Non temete però, Donatella continuerà a lavorare come ha sempre fatto, Versace, rimarrà Versace.

Nel corso degli anni le sue creazioni sono sì rimaste fedeli ai canoni stilistici imposti da Gianni (la costante ispirazione barocca, l’utilizzo smodato del color oro, l’iconico simbolo della testa di Medusa) che rendono i capi del brand immediatamente riconoscibili anche tra i meno esperti di moda, ma hanno saputo anche adattarsi perfettamente ai diktat imposti dal fashion system anno dopo anno. Grazie alla sapiente miscela di passato e futuro, tradizione sartoriale e innovazione tecnologica la Versace è riuscita a mantenere in auge il brand a livello mondiale. Dal 2012, anno in cui la casa di moda ha ripreso la produzione dell’haute couture, sono sempre di più le celebs che scelgono total look Atelier Versace.

È innegabile che un’altra componente successo del marchio è sicuramente il personaggio stesso di Donatella: bionda, lampadata, fisico asciutto e scolpito, occhi rigorosamente truccati di nero. Lo stile minimal degli Mentore e amica di giovani modelle come Gigi e Bella Hadid. Eccessiva, ironica e tanto determinata da riuscire a vincere la dipendenza dalla cocaina, la pressione mediatica sulla sua immagine, segnata dall’abuso della chirurgia, ai problemi economici a cui neppure la maison è rimasta immune.
Alla sua famiglia sono stati dedicati due film (The Versace Murder del 1998 e House of Versace del 2013), la seconda stagione della serie tv antologica American Crime Story e innumerevoli sono le menzioni alla stilista in pellicole e canzoni. Non solo, lei stessa ha preso parte ad alcune produzioni cinematografiche come il documentario su Valentino dal titolo L’Ultimo Imperatore ed è apparsa nella commedia Zoolander.

 

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