La caccia alle streghe

di Paola Palumbo

Strega: dal latino “Striga” e “Stryx”, ovvero uccello notturno. Solitamente viene identificata come una vecchia megera, brutta e deforme.

La prima immagine popolare della lamia (dal latino medievale) era col cappello a punta su di una scopa volante. I loro poteri, secondo diverse credenze, derivano dal contatto con enti maligni, quindi utilizzati per nuocere a persone o cose. Proprio per questo motivo furono perseguitate dalla chiesa per circa tre secoli a partire dal 1400; inizia così la cosiddetta “caccia alle streghe” che ha il suo culmine con la messa al rogo delle presunte streghe.

“Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi viene raccolto per essere gettato via e bruciato.”

Questo è un passo del Vangelo di Giovanni, sul quale si basavano le autorità civili seguendo le direttive del potere ecclesiastico. A Roma non ci fu mai la caccia alle streghe.

Molto si è dibattuto sull’origine di questo fenomeno; tra le varie ipotesi c’è il lato economico, infatti ogni qualvolta si mandava al rogo la vittima le venivano confiscati tutti i beni, che erano divisi tra il potere temporale e papale.

La strega più famosa del folklore è la Befana che, secondo la tradizione cristiana, si celebra il 6 gennaio. Il termine Epifania deriva dal greco “epiphaino”, che significa “mi presento, compaio”. Ci furono, anche, delle vere e proprie confraternite; la più popolare, che chiunque ha sentito anche solo nominare è “le Streghe di Salem”. Salem, ora conosciuta come città di Danvers, si trova nel Massachusetts, venne colonizzata nel 1626 e fu divisa tra città e villaggio. Proprio in quest’ultimo furono proibite feste, musiche, a parte quelle religiose e qualsiasi altra forma di divertimento; a causa di ciò se veniva vista una donna vestita con colori più sgargianti era allontanata dalla comunità.

La caccia alle streghe di Salem nasce quando la figlia e la nipote del pastore iniziano ad assumere atteggiamenti aggressivi, a farneticare e ad avere movenze fisiche che sfiorano l’assurdo. Dopo svariate visite mediche si concluse che le giovani erano impossessate da presenze demoniache. Questa ‘malattia’ chiamata malocchio non poteva essere curata, anzi veniva considerata un crimine e quindi era materia delle autorità giudiziarie; così vennero chiamate dal tribunale come testimoni. Lì vi erano tre imputate: una mendicante, una donna inferma ed una schiava di colore. Le prime due respingevano le accuse, la terza, di nome Tituba, non solo ammise di essere una strega ma incolpava anche le altre due. Le sue motivazioni furono così convincenti che le donne vennero processate, mentre lei fu scagionata e da quel momento scomparì nel nulla. Questa caccia alle streghe durò per circa 40 anni a Salem, fino al 1688.

Su questa leggenda il genere horror ha attinto molto. Ne troviamo tracce nel teatro, cinema, letteratura, serie tv… Ancora oggi ci sono tanti telefilm che prendono spunto da questa storia, come Sabrina, vita da strega; The vampire diares; True blood e il più famoso Streghe: protagoniste le sorelle Halliwell, tre giovani donne discendenti di Melinda Warren, anch’essa strega, uccisa da un demone proprio a Salem.

Le streghe, quindi, erano coloro che non si uniformavano alla massa e di conseguenza venivano etichettate come diverse, bizzarre. Al giorno d’oggi molte persone si distaccano dagli usi comuni e sono viste come ‘strane’, poiché non seguono la moda, non hanno atteggiamenti simili a quelli dei propri coetanei ed hanno pensieri, forse, ritenuti troppo eccentrici. Questa “diversità” le porta ad essere allontanate, ad avere poche persone, se non nessuna accanto. Ecco, questa ai giorni nostri è la “nuova caccia alle streghe”.

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