Autunno-inverno 2018, tra “teste mozzate” e foreste fiabesche

Anche per questa volta, il Fashion Month che anticipa quelle che saranno le tendenze di stagione del prossimo autunno-inverno volge al termine.

Dai ritorni di alcuni volti noti in passerella, come la top model Gigi Hadid, quasi del tutto assente nelle sfilate passate, passando per la riconferma onnipresente della figlia d’arte Kaia Gerber, fino ad arrivare alla diserzione totale di Kendall Jenner.

 

Da premettere la mancanza di qualsivoglia pura innovazione da parte di quasi tutti i brand in passerella: ritroviamo ancora lo stile ridondante di Dolce&Gabbana, nel loro appuntamento fisso alle 14:00 di domenica, durante la Milano Fashion Week; lo stile barocco inciso a caratteri cubitali nella collezione disegnata dalla sorella del compianto Gianni Versace; la sovrabbondanza eccessiva di Balenciaga, che per questa volta ci consiglia di indossare la nostra intera cabina armadio ad ogni occasione.

Di tutto questo, of course, non potremmo mai farne a meno, ma, di tanto in tanto, qualcosa di più insolito del resto spicca in modo particolare: ecco, e allora come non citare, ad esempio, la collezione Moschino ideata da Jeremy Scott, creative director del marchio dal 2011. Come ad ogni collezione, il fashion design americano stupisce con le sue idee fuori dalle righe. Questa volta l’ispirazione è tratta dalla ex first lady Jackie Kennedy e in linea generale dallo stile anni ’50. Vivacità e colore sono infatti il mood della sfilata, dalle unghie a lunetta super glam, ai vestiti e alle gonne appena sopra al ginocchio. Si va oltre il limite, il colore fuoriesce, fino a ricoprire l’intero viso e corpo delle modelle: alcune di esse hanno infatti sfilato con chiazze di arancione e rosa su ogni parte del corpo.

A dare un tocco di eccentrico, a tratti allucinogeno, ci ha pensato però Alessandro Michele, che ha ben pensato di far passeggiare lungo l’intera passerella alcuni suoi modelli con delle “teste mozzate” sottobraccio, quasi come fossero shopper bags! L’ispirazione, spiega il direttore artistico di Gucci, è presa dal concetto di ibrido come per dottor Frankenstein: anche lo stilista, infatti, cucendo insieme vari pezzi di diverse personalità, ricrea quella che più si addice alla sua creazione.

Ultimo, ma non in ordine di importanza, il visionario per eccellenza, colui che da tempo immemore detta le linee guida dell’intero fashion system, colui col quale l’intero mondo della moda ha un immancabile appuntamento ogni martedì alle 10:30 durante la Settimana della Moda parigina: Karl Lagerfeld. Le presentazioni delle sue collezioni non passano mai inosservate: si narra che qualcuno stia ancora parlando di quando adibì una passerella a vero e proprio supermarket nel quale le modelle sfilavano mentre facevano la spesa. Questa volta invece l’ispirazione è più fiabesca e richiama una foresta, forse incantata, con lunghi alberi dai colori prettamente autunnali. Le modelle sfilano su una passerella di foglie secche e ingiallite, e una leggera nebbia sembra intravedersi da lontano.

Non possiamo, per chiudere, non citare l’annuncio dato dalla maison britannica Burberry, che ha ufficializzato il passaggio del direttore creativo Riccardo Tisci da Givenchy alla loro casa di moda.

 

di Carlotta Maschio

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