Che ti piaccia o no, Kanye West è un genio

di Antonio Alaia

 

“I know I’m the most influential
that Time cover was just confirmation”

“So di essere il più influente
e quella copertina del Time è solo una conferma”

– Kanye West in Saint Pablo (The Life of Pablo, 2016)

 

Gesù, Elvis Presley, Giulio Cesare e Kanye West.
Cosa accomuna questi personaggi? Semplice, il fatto che è impossibile che tu non abbia mai sentito parlare di loro.
Che sia in radio, che sia su Mtv, che sia in un negozio di abbigliamento, che sia in una pubblicità di profumi in televisione, che sia ad una sfilata di moda, che sia nella produzione musicale del tuo artista preferito… Yeezy è onnipresente (e come direbbe lui, anche onnipotente).

Kanye West, Atlanta classe ‘77, rapper, produttore musicale, stilista, imprenditore e tanto altro.
Crescendo a contatto con i migliori esponenti dell’east coast rap, come il suo ex migliore amico Jay-Z, ha iniziato la sua carriera da solista nel 2003 con il singolo Through The Wire, scritto e registrato quando aveva la mandibola attaccata alla faccia da fili metallici dopo un grave incidente automobilistico.

Da allora, Yeezy si è evoluto e ha evoluto l’hip-hop, rendendolo quello che è ora.
La caratteristica peculiare del genio di Kanye sta nel mescolare e rimescolare continuamente le carte in gioco, sia dal punto di vista musicale che da quello mediatico.
Un giorno è l’uomo che salverà la razza afroamericana, il giorno dopo è un fan di Trump.

Come ogni personaggio controverso della storia, la sua genialità prescinde le sue affermazioni e allo stesso tempo sono le sue controversie che rendono ancora più mitico il suo genio.
Come Michelangelo, osservando un blocco di marmo, aveva il potere di visualizzare l’immagine dell’opera finita, così Yeezy, ascoltando un beat o uno stralcio di canzone soul anni ‘50, è sempre riuscito a estrapolarne capolavori immortali.

Tralasciando tutti i suoi progetti paralleli, da quelli commerciali con Adidas a quelli politici con Trump, tutti gli scandali legati alle affermazioni rilasciate alla stampa e i suoi disastrosi commenti a caldo su Twitter, West è stato, ed è ancora, una pietra miliare dell’hip-hop e a parlare non sono solo le milioni di copie vendute in digitale e fisico, ma le innumerevoli recensioni che tessono le lodi del suo estro creativo e soprattutto l’incredibile influenza che ha avuto sui successivi artisti.

Kanye, prima ancora di essere un incredibile cantautore, è un visionario beatmaker.
Lo stile rivoluzionario di Yeezy è caratterizzato dall’abuso di vocoder e altri strumenti che permettano di usare la voce come uno strumento musicale, elemento sempre presente in tutte le sue opere. Un’altra caratteristica delle sue canzoni è la presenza di una forte anima soul: Kanye, spesso e volentieri, per creare i suoi beat usa intere parti di canzoni soul e R&B anni ‘50, ‘60 e ‘70.
La sua poetica raggiunge il massimo della sua espressione con album come My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010) e Yeezus (2013).

Con il recente rilascio di ye (2018) e KIDS SEE GHOST (2018) Kanye annuncia un nuovo periodo musicale, una nuova primavera stilistica. Un sound molto più soft che accompagna delle liriche molto più introspettive, umili e profonde.
Cosa ci dobbiamo aspettare dal “monster” di Atlanta? Chi lo sa, aspettiamo il suo prossimo colpo di scena.

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