Tempo: nemico o amico?

di Mariangelo D’Alessandro

“La vera ricchezza non si misura in soldi, ma in tempo”
Alessandro Ignarro

Cos’è esattamente il tempo? Come lo percepiamo? Siamo noi a controllarlo o ne siamo schiavi inconsciamente?

Se cercate su Google (cosa che ho appena fatto) troverete definizioni come: “dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi”; “nozione che organizza la mobile continuità di stati in cui s’identificano le vicende umane e naturali”; “continuità illimitata ma suddivisibile in corrispondenza allo svolgersi di determinati eventi”; e tante altre che non sto qui a riportare.

Definendo secondi, minuti, ore, settimane, mesi, anni, non abbiamo fatto altro, nel corso dei secoli, che creare un tempo artificiale, nel quale siamo tutti intrappolati. E se non ci fossero più orologi? Se non ci fossero più minuti, giorni e mesi? Senza nomi, senza numeri, senza nemmeno saper contare, come sarebbe la vita? Come sarebbe il tempo? Uno scorrere continuo magari, un fluire nello spazio senza mete e senza limiti forse, un vuoto immenso dentro il quale è possibile solo gettare le nostre azioni senza immortalarle in uno spazio definito, in un momento preciso. Chi lo sa.

Secondo Luciano De Crescenzo esiste un tempo esterno e un tempo interno. Il primo è quello degli orologi, dei minuti, del calendario, ed è uguale per tutti, mentre il secondo è un tempo puramente nostro, ci appartiene e cambia da persona a persona. Ed è per questo che ci sono persone di 60 o 70 anni che sentono di averne venti. Il famoso autore napoletano, inoltre, dice che il tempo è una grandezza bidimensionale e si può vivere in due direzioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Chi lo vive in lunghezza, seguendo una vita monotona, facendo sempre le stesse cose, a 40 anni avrà 40 anni. Chi invece lo vive in larghezza, facendo stronzate, innamorandosi, girando continuamente il mondo, a 60 anni ne avrà ancora 20.

“Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.”

Ma questo tempo, alla fine, è un nostro amico oppure un nostro nemico? Dare una risposta non è semplice perché allo stesso modo esso è entrambe le cose. Dipende tutto da come vivi, da dove ti trovi, con chi sei, ma soprattutto da quello che fai. Passando una bella serata con gli amici, o con il proprio partner, il tempo sembra quasi un nemico perché scorre troppo velocemente. Quando fai un test, per un concorso magari, sembra quasi che il tempo ti stia strozzando. Ma allo stesso modo è capace di alleviare le tue ferite, di allontanare lentamente dolori lancinanti: allora sarà il tuo migliore amico.
L’unica cosa che ho capito nei miei pochi anni di vita è che è inutile provare a dare una definizione alle cose, ancora più inutile è provare a dare una definizione al tempo.
Non bisogna scervellarsi per capire cos’è, non è necessario capire di cosa si tratta. L’importante è dare un valore al tempo, un valore ineguagliabile, perché esso è la più grande ricchezza che abbiamo.
Non dobbiamo mai e poi mai sprecarlo perché non è illimitato, ma all’improvviso, senza chiedere il permesso, senza avvisare, finirà.
Non sprecare la nostra vita, non sprecare il nostro tempo è l’unico vero modo per rispettare e ricordare chi, il suo tempo, non lo avrebbe mai sprecato.

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