Book ladies: “Le donne dei libri”

 di Nastri Veronica

Book ladies, le donne che, negli anni ‘30, in sella ai loro cavalli percorrevano chilometri pur di aprire agli abitanti delle comunità isolate del Kentucky una finestra sul mondo.

Nell’autunno del 1929, mentre gli Stati Uniti sembravano al sicuro nel colmo della “prosperità”, l’euforia economica crolla con immane fragore.

A causa della Grande Depressione, lo stato del Kentucky si trova in condizioni di grande povertà, poco cibo, mancanza di istruzione e opportunità di lavoro.

La rovina e il disagio, se non la fame, minacciano le comunità rustiche di montagna – difficilmente raggiungibili, se non a cavallo o a piedi – ma anche i quartieri eleganti delle grandi città.

Nel 1933, l’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt promuove il New Deal Relief Program e la WPA, in altre parole la Works Progress Administration, per sollevare l’America dalla Grande Depressione, durante la quale, nel 1933, la disoccupazione era salita al 40 percento negli Appalachi.

All’indomani della crisi e della mancanza di fondi di bilancio, nel maggio 1936 l’American Library Association stimò che circa un terzo di tutti gli americani non aveva più un accesso “ragionevole” ai materiali delle biblioteche pubbliche.

Molte delle opportunità lavorative che si vengono a creare, però, sono rivolte agli uomini e alle donne rimane ben poco.

Così Elizabeth Fullerton, una donna che lavora ad alcuni progetti per la WPA propone di riutilizzare l’idea della Pack Horse Library, cioè il trasporto dei libri a cavallo, un’iniziativa creata in Pennsylvania nel 1913 da May F. Stafford, per aumentare sia l’occupazione che l’alfabetizzazione allo stesso tempo.

La WPA pagava gli stipendi dei corrieri − quasi tutti i dipendenti erano donne, rendendo l’iniziativa insolita − ma erano le scuole locali a coprire alcuni costi, il resto dei materiali di lettura (libri, riviste e giornali) erano tutti donati.

Alcune librerie, infatti, scrivono annunci sui giornali locali, per chiedere ai propri concittadini di offrire i loro libri vecchi e le riviste. E vengono composti anche album con ritagli di articoli selezionati su temi specifici come ricette, lavori artigianali, o storie per bambini, i libri per l’infanzia erano infatti tra i più richiesti.

Grazie al successo dell’iniziativa, la notizia del servizio delle book ladies si diffonde in tutto il paese con il risultato che persone da tutti gli stati cominciano a inviare libri per sostenere il progetto.

Queste donne insomma, viaggiavano da 100 a 120 miglia a settimana, con i propri cavalli o muli, lungo percorsi designati, indipendentemente dal tempo. Se la destinazione era troppo remota anche per i cavalli, scendevano dalla sella e si recavano a piedi.

Le book ladies o book woman erano donne coraggiose e certamente non avevano una vita facilissima, la quale prevedeva un salario basso, una sveglia all’alba e un percorso spesso lungo e difficile da attraversare a causa del maltempo.

Allo stesso tempo, si tratta di un lavoro preziosissimo: non solo portano storie e notizie sul mondo in luoghi isolati, ma si fermano anche a leggere i testi ad alta voce, per chi non è ancora in grado di farlo.

Con il loro aiuto, dunque si è promossa l’alfabetizzazione delle zone più remote del Kentucky.

Alla fine del 1939 ci sono sono 274 book ladies − in tutto sono state circa 1000 −  che servono 29 province.
L’iniziativa dura fino al 1943 ma viene reintrodotta nella stessa area 10 anni dopo nella forma del bookmobile, un furgone-libreria che porta libri nelle zone in cui ce n’è più bisogno.

Ed è probabile che fra i tanti manuali, ricettari, romanzi, sia stata riportata in qualche ritaglio di giornale anche la storia di queste donne incredibili, che trasportavano libri a cavallo per le impervie zone di montagna del Kentucky, passate alla storia come “donne dei libri”.

 

 

 

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