Accipigna, c’è la Melevisione 

di Nastri Veronica

 

Il mondo incantato della Melevisione dal 1999 al 2015 ha fatto sognare, appassionare e divertire tantissimi bambini e ragazzi.

La Melevisione è sicuramente uno dei programmi per l’infanzia più amati in assoluto: andato in onda per la prima volta il 18 gennaio 1999 e trasmesso dal 1999 al 2010 su Rai 3 (mentre dal 2011 al 2015 è stato trasmesso da Rai YoYo), è incentrato sulle avventure di personaggi fiabeschi.

Ideatori di questa fiaba sono Mela Cecchi e Bruno Tognoli, accompagnati da una corposa troupe, i quali hanno avuto il merito di creare mille e settecento episodi, seicento e passa filastrocche, duecento canzoni e rulli infiniti di storie.

La Melevisione ha saputo incollare milioni di bambini, grosso modo tra i quattro e gli undici anni, davanti al teleschermo, con le sue magiche storie, i cui personaggi, del tutto fantastici, sono: Lupo Lucio, Fata Lina, Orco Manno, Principessa Odessa, Principe Giglio, Balia Bea, Strega Varana e tanti altri. La figura centrale, invece, è stata rappresentata per le prime sei stagioni da Tonio Cartonio, e successivamente da Milo Cotogno; prima l’uno e poi l’altro si succedono alla direzione del chiosco, cuore del Fantabosco, dove si possono gustare bibite squisite, come il famoso Tiramisuper e il Pioggialatte.

Il luogo dove si anima tutta questa magia e fantasia è, per l’appunto, il Fantabosco, governato per anni da malvagi draghi, fino a quando il primo discendente della dinastia di Quercia lo liberò dal male. Attualmente il Fantabosco è composto dalla Piana del Re, dove sorge il castello della Quercia, dalla Torre Scribantina (dove Gipo, lo gnomo giornalista scrive il Giornale del Fantabosco) che svetta sulle colline e poco più in là vi sono il Villaggio degli Gnomi, la Scuola Elementina, la Radura del Chiosco, l’Antro della Strega, Fiume fiorito, il Laghetto, il Pozzo e la Grotta degli Orchi.

Il Fantabosco confina a nord con Fittaforesta, a ovest con Boscovicino, a sud-ovest con Orchiburghia, a sud con i Regni delle Fiabe del Sole, e infine ad est con Calicanto.

In questo posto, giorni, mesi e stagioni hanno nomi differenti da Città Laggiù (il nostro mondo), il sistema numero è il pignico e la moneta il lillero.

Successo inaspettato ma prevedibile, la fiaba-fiction, che ruota intorno un tema con un intreccio drammaturgico, ha mandato in onda ben diciassette stagioni, l’ultima conclusasi il 2 maggio 2015, e nel corso degli anni, con il patrocinio del Ministero dei Trasporti, della Pubblica Istruzione, della Sanità, e dell’Ambiente sono stati creati anche degli episodi speciali.

Tale è stato il boom di questo cartone che si decise, a conclusione degli episodi, di mandare in onda delle repliche, ma non dalla prima serie: nelle puntate che furono riproposte non vi era più Tonio Cartonio, che recitò nel programma dal 1999 al 2004. A dirigere il chiosco della Melevisione dal 2004, infatti, ci fu Milo Cotogno, interpretato da Lorenzo Branchetti. A dare l’annuncio della messa in onda delle repliche della Melevisione fu proprio l’attore che per 11 anni aveva interpretato Milo Cotogno.

La Melevisione rispetta la tradizione del genere: infatti, vengono costruiti oggetti di semplice imitazione, con procedimenti spiegati passo e passo. In più ci sono canzoni, filastrocche e nozioni accessibili ai più piccoli e ciò rende il cartone costruttivo, oltre che divertente.

Insomma, ci sono programmi televisivi destinati a lasciare dei segni indelebili nella memoria di una generazione: è questo il caso della Melevisione, che rimarrà nel nostro cuore, in quella zona che racchiude l’infanzia, la nostra che è stata colmata da tante cose, ma da questa fiaba in particolare che ci ha saputo regalare tantissimi bei momenti.

 

 

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