Siamo la somma delle scelte che non facciamo

di Mariangelo D’Alessandro

Non so chi sei o cosa fai nella vita. Non so se ti senti realizzato o meno. Non so se ti sei mai posto le grandi domande esistenziali come: “chi siamo?”

Probabilmente avrai le tue convinzioni e saranno state le tue scelte a formarti e a farti diventare la persona che sei oggi. Non voglio smantellare le tue idee e di certo non voglio far crollare il castello che ti sei costruito con tanta cura, ma sei sicuro di essere quello che hai scelto?

Non scegliamo di nascere, non scegliamo il nostro nome, i nostri genitori, la nostra famiglia, la nostra educazione. Non decidiamo in che epoca vivere, come non decidiamo il paese, la nazione dove nascere. Non scegliamo la nostra scuola, i nostri professori, i nostri presidi, bidelli, compagni di classe, forse non scegliamo neanche i nostri amici. Te li ritrovi a scuola, nella stessa città, nello stesso paese crescendo insieme senza capire quando è iniziato tutto.
Non scegliamo il nostro carattere o la nostra personalità. Se fossimo nati dall’altra parte del mondo, in una società diversa, in una famiglia diversa, con usi e costumi differenti dai nostri non saremmo quello che siamo oggi.
Saremmo totalmente altre persone, con un carattere diverso e con pensieri totalmente differenti rispetto a quelli che abbiamo adesso.
Non scegliamo di essere uomo o donna, alto o basso, biondo, moro, rosso, se con il naso storto o le orecchie a sventola.
Probabilmente non scegliamo neanche di chi innamorarci. Succede tutto così, all’improvviso, senza chiedere il permesso, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Non scegliamo le persone che vogliono farci del male, così come quelle che vogliono farci del bene. Inizia tutto con un semplice “ciao” dopodiché perfetti sconosciuti possono rovinarti o salvarti la vita. E tu non trovi risposte ma solo altre domande: e questi chi sono? Cosa vogliono da me? Quando sono entrati a far parte della mia vita?

Non scegliamo di essere cristiani, cattolici, di credere in questo o in quel dio. Diventiamo vittime di questo sistema quando siamo ancora in fasce, quando non riusciamo ancora a dire sì o no. Bisogna trovare un lavoro, guadagnare, mantenere la famiglia, ricevere un bonus, ambire a un ruolo più importante, avere un ufficio più grande, sognare un’auto nuova o una televisione di ultima generazione, raggiungere la pensione che non arriverà mai perché sarai già morto per il troppo lavoro.
Obbediamo. Obbediamo a tutto e a tutti.
Non scegliamo questo mondo, questo sistema, queste bugie così vere e ancora così lontane dalla nostra comprensione. Non scegliamo di invecchiare, di morire e lentamente di essere dimenticati.
Non scegliamo di ricordare. Tutto resta lì, incollato nella nostra testa, senza avere la possibilità di cancellare ciò che nuoce alla nostra memoria. Non abbiamo la possibilità di rimuovere la pellicola.
Non scegliamo di morire. Anche la morte arriva all’improvviso e ti rendi conto di aver vissuto una vita non tua, in un mondo non tuo, come se tutto facesse parte di un grande piano e tu sei solo una pedina.

Siamo la somma delle scelte che facciamo? Io non credo.
E tu? Sei ancora convinto di essere quello che hai scelto?

 

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