Gaiola, il Cristo Velato e altri misteri di Napoli

di Antonio Alaia

‘O sole, ‘o mare, ‘a pizza, ‘o babbà… e tanto, tanto mistero!
Se credete che Napoli sia soltanto la dinamica e caratteristica città che vedete alla luce dell’accecante sole del Meridione allora vi sbagliate, Napoli è anche un luogo ricco di misteri e leggende che si celano all’ombra dei palazzi, aspettando la notte per uscire, storie che si sono ormai fuse con la cultura popolare e hanno segnato le vite di molti uomini.
Di arcani ce ne sarebbero moltissimi, ma noi abbiamo scelto solo i più famosi e interessanti.

Gaiola Portasfortuna
La Gaiola è una piccolissima isola che si trova nel cuore dell’omonimo parco marino nei pressi di Posillipo. Oggi è tornata di moda grazie al brano Gaiola portafortuna dell’artista partenopeo Liberato, anche se di “portafortuna” ha ben poco. Si dice che l’isola sia stata abitata da Publio Virgilio Marone, noto a tutti solo con il nome di Virgilio che, oltre a dilettarsi con l’otium letterario e la poesia, era appassionato di magia e alchimia, motivo per il quale si diffuse la leggenda che durante uno dei suoi esperimenti avesse operato un potente sortilegio sulle acque che bagnano Gaiola.
Da allora, molte furono le storie intorno quest’isola e ancor di più le brutte esperienze legate ad essa; da Gianni Agnelli che acquistò la villa per poi rivenderla in seguito ai famosi lutti che subì in famiglia, a Paul Getty, magnate del petrolio, che poco dopo si ritrovò un figlio sequestrato dalla ‘Ndrangheta e senza orecchio.

Il Cristo Velato alchemico
Quando ci si trova davanti un’opera come il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, conservato oggi nella Cappella Sansevero, non si può non rimanere incantati, ma anche turbati dall’incredibile minuziosità dedicata ai particolari e dalla lucentezza del velo di marmo.
Oggi gli esperti riconoscono la grande abilità tecnica dell’artista, ma l’idea che possa esser stato un processo alchemico non ha mai abbandonato la mente di chiunque, soprattutto dei napoletani.
Si dice che il principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, noto alchimista e inventore, abbia insegnato allo scultore un processo di marmorizzazione dei tessuti. Pertanto, il meraviglioso e incredibile velo marmoreo che si adagia sul Cristo non sarebbe altro che un velo di tessuto che ha subito un potente trattamento alchemico trasformandosi in puro marmo.

‘O Munaciell
C’era una volta uno spiritello che infestava le case dei quartieri napoletani, rubava ai ricchi per donare a quelli che gli stavano più simpatici. No, non è l’incipit di una favola dei Fratelli Grimm, ma la vera leggenda del Munaciello di Napoli.
Secondo la storia, egli sarebbe stato un bambino nato dalla relazione clandestina di due amanti: Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante, e Stefano Mariconda, semplice garzone. Non appena fu scoperta la relazione tra i due, Stefano fu ucciso durante una visita notturna alla sua amata e Caterinella decise così di chiudersi in convento per dare alla luce il frutto del loro breve amore.
Il bambino nacque con diverse deformità, si dice che avesse la testa sproporzionatamente grande, e fu subito preso di mira dalle risa del paese. La madre, per chiedere una grazia alla Madonna, decise di vestirlo da frate domenicano – per questo il nome munaciello – senza ottenere i successi sperati.
Quando Caterinella morì, il piccolo diventò solo al mondo, vittima perenne della scaramanzia del popolo che lo identificava come un essere demoniaco e jettatore. Finchè il povero Munaciello, non si sa come o quando, scomparve nel nulla.
Oggi si dice che si aggiri tra le mura della città di Napoli vendicando tutti i torti ricevuti in vita.

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