Cowboy Bebop – Ballad of Fallen Angels

di Davide Cacciato

Avete presente quando non riuscite a trovare le parole per descrivere la perfezione di qualcosa che avete appena visto? No? Allora guardatevi Cowboy Bebop e magari proverete quella sensazione.

Cowboy Bebop è un anime composto da 24 puntate che chiunque, appassionati del genere e non, dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. La storia narra le avventure di una sgangherata banda di cacciatori di taglie che cerca di sopravvivere alla giornata, in un futuro in cui ognuno ha la sua navicella spaziale, tutti i pianeti sono stati colonizzati e ormai la terra non è che un vecchio rudere quasi disabitato. Per quanto la trama possa sembrare banale, già sentita o comunque poco interessante, basteranno pochi episodi per riuscire ad assaporare l’immensa qualità di quest’opera: i personaggi vivono ed interagiscono tra di loro con vitalità e pathos degni delle grandi opere dell’immenso Sergio Leone (non fucilatemi per il paragone).

Questo anime è un ibrido di vari generi: dal noir al western, dall’hardboiled alla commedia, sono molteplici le influenze presenti nelle varie puntate. Il contesto spazio-temporale in cui avvengono le vicende diviene, in questo modo, uno sfondo su cui si dipana la storia, saggiamente scritta. Ogni puntata, seppur autoconclusiva, ci aiuterà a capire i vari trascorsi dei personaggi, a cui noi risulteremo sempre più empaticamente attaccati. Non ci sono né eroi né mostri, solo esseri umanamente reali. Si esplorano tematiche profonde quali la noia, l’esistenzialismo e il rapporto con se stessi nella società.

Ma ora veniamo a quella che è forse la vera protagonista di tutti gli episodi: la musica. Per i più ferrati in materia già il titolo stesso, nello specifico la parola Bebop, dovrebbe far suonare qualche campanello. Già dai titoli di testa ci accorgiamo che qui la musica non è solo da contorno, ma anzi modella proprio le vicende. Il brano di apertura (Tank!) è molto probabilmente, uno dei brani più riconoscibili ed emblematici della storia dell’animazione orientale. (http://Cowboy Bebop OST 1 – Tank!)

Dal classico al rock, dal tribale alle mille sfumature di jazz&blues, ogni puntata ha un ritmo del tutto diverso dalle altre. Titoli evocativi di alcuni episodi come Heavy Metal Queen o Simphaty for the Devil possono far un minimo presagire a che tipo di puntata stiamo andando incontro, ma la maniera con cui il suono si fa strada nella narrazione, dandole la mano, riuscirà non poche volte a far strabuzzare gli occhi. La colonna sonora venne composta dai The Seatbelts, gruppo creato per l’occasione da Yōko Kanno; ogni brano è divenuto nel tempo una pietra miliare della musica negli anime.

Questi sono solo alcuni dei pregi che hanno fatto sì che un’opera di soli 24 episodi venga riconosciuta come il miglior anime mai creato.
Ma adesso sta a voi l’ardua sentenza.

See you space cowboy….

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