Tatuaggi male

di Adele De Prisco

La Testata arriva a Milano e tra una passeggiata sui Navigli e una pizza dall’egiziano perché costa meno, ha incontrato Giovanni, un fotografo, uno skater, un surfista e un film-maker che durante il suo tempo libero si diverte a giocare con ago ed inchiostro, tatuando persone.

Allora Giovanni, raccontaci: come e quando è iniziata la tua passione per i tatuaggi?
“Non saprei esattamente. Ho sempre scritto e segnato i miei pensieri su fogli volanti con una scrittura naturalmente brutta ed infantile e allo stesso tempo sono sempre stato attratto dal mondo del tatoo artist, anche se il mio stile è davvero molto basico e non può essere paragonato ad un vero e proprio tatuaggio. Poi successe che ad una festa di compleanno degli amici mi regalarono a sorpresa una macchinetta per fare i tatuaggi e così, da lì, ho iniziato a scrivere sulla pelle e non più sui taccuini.”

Quindi il nome con il quale sei conosciuto, Tatuaggi male, prende spunto proprio dal tuo modo di scrivere?
“Sì esatto. È legato proprio al bello/brutto che c’è nell’imprecisione del tratto stesso. Un po’ come un bambino cresciuto che continua a scrivere male.”

A questo punto, stando a quello che ci hai detto prima, ci viene da domandarci cosa si nasconde dietro questo progetto?
“Credo sia un legame malinconico all’infanzia. Sai, gli scarabocchi che fai quando sei un bimbo, quelli irregolari, veri e non pensati. Diciamo pure che questo è quello che mi piace rappresentino.”

E quando non tatui, cos’è che fai?
“Beh, nella vita reale sono un fotografo e un video-maker. Di base è questo il mio lavoro. Nel tempo libero poi, oltre a tatuare, mi piace fare surf, andare in skate, giocare a golf e soprattutto viaggiare. Cerco infatti di muovermi spesso, sia per lavoro che non. Vedere posti nuovi e conoscere gente nuova mi affascina. Mi piacciono tanto anche le piante (infatti coltivo un orto familiare), il cibo e l’arte a 360°. Mi affascina la musica, il cinema e la politica mi fa schifo. Ah, e amo molto le persone, quelle vere, quelle genuine che non mentono a se stesse.”

Insomma, sei un artista abbastanza impegnato. Cosa ti spinge a fare questo nel tempo libero?
“È puramente un sfogo emotivo che in un certo senso mi appaga più di altre cose anche se purtroppo ho poco tempo per farlo.”

Cosa ti ispira quando tatui? Ciò che tatui sono tue idee o segui i clienti?
“Generalmente sono pensieri miei ma spesso la parola è della persona che tatuo. È una cosa intima come ogni tatuaggio.”

Cinque minuti di celebrità: in poche parole spiegaci perché dovremmo farci tatuare da te.
“Ragazzi, non fatevi troppi tatuaggi e soprattutto non fateli da me. C’è tanta gente brava in giro.”

Non ci resta allora che ringraziare Giovanni augurandogli che questo piccolo progetto possa continuare a crescere. E ricordate: non tatuatevi da lui e soprattutto non tatuatevi stelline, cuoricini e l’infinito che sono ormai passati di moda.

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