“Cicatrici

Cara Testata,

sono una ragazza normale, o almeno la maggior parte delle volte mi ritengo tale. Quando ero piccola fui sottoposta ad un’operazione che mi lasciò una cicatrice molto vistosa, che per anni non sono riuscita ad accettare.

Tantissimi anni dopo, qualche mese fa ho dovuto togliere un neo e, da una cicatrice che sarebbe sparita in un attimo, è venuto fuori un tumore. Quella cicatrice ora è grande, vistosa e io, per un breve periodo ho fatto finta di niente.

 

Ieri una mia amica mi ha chiesto di andare in piscina venerdì e io ho accettato, tranquilla, felice. Poi sono andata in bagno, armata di pazienza, pronta ad estirpare ogni millimetro di pelo e l’ho guardata bene, quella cicatrice.

Viola.

Doppia.

Brutta.

E l’ho odiata.

Di nuovo.

Mi sono sentita come quella volta che alle medie rifiutai una giornata in piscina con i miei compagni. E non ho saputo uscirne.

Io non voglio di nuovo tutto questo, venerdì voglio indossare il mio costume giallo, nuotare come Ariel, aprire gli occhi sott’acqua, nonostante la cicatrice. Ma non so se ne avrò il coraggio.

Oggi ho lasciato a casa la gonna, è luglio e fa caldissimo, sono ancora con i pantaloni lunghi e quanto questo caldo mi faccia male non lo capisce nessuno. Quel “che hai fatto là?” fa male ogni volta. E io non so come eliminarlo.

 

La ragazza con la cicatrice

 

 

Cara “ragazza con la cicatrice”,

grazie per aver aperto il tuo cuore con noi, la tua storia è un dono prezioso che custodiremo con cura, esattamente come fai tu.

Non so se lo sai, ma in Oriente, quando bisogna riparare un oggetto rotto, si mettono insieme i diversi cocci utilizzando dell’oro, in modo da valorizzare la crepa, visto che dove c’è una ferita, c’è bellezza.

So che potrà sembrare un clichè, ma è la pura verità.

Ogni cicatrice ha una sorta di bivalenza poetica, perchè indica l’inizio e la fine di un qualcosa che trova nella sua stessa entità una rinascita.

Esattamente come il dolore.

Il dolore nasce con una cicatrice e si rimargina con essa e allo stesso modo devi fare anche tu.

Tu che credi di essere finita con quei segni sul tuo corpo, e invece, inconsapevolmente, stai solo aspettando di ricominciare.

E ogni nuovo inizio è una nuova bellezza da scrivere.

 

Ti posso assicurare che ci sono tante altre persone che pur non avendo segni evidenti, nascondono però, altrettante dolorose e vistose cicatrici, ma nel cuore.

E anche loro, esattamente come te, non riescono ad indossare un costume, un vestito o qualsiasi altra cosa desiderino.

Per questo motivo, non vergognarti.

Non avere paura di quelle ferite che hai, perchè sei alla pari degli altri e meriti di essere felice facendo ciò che ti piace e indossando quello che preferisci.

 

Dovremmo essere tutti come i bambini, che mostrano le loro ginocchia sbucciate come trofei, senza timore del giudizio altrui, perchè per loro, quei graffi, rappresentano il coraggio che hanno avuto nel fare qualcosa che non avrebbero pensato mai.

E allora fai anche tu così.

Fai qualcosa che pensi di non riuscire a fare, e lasciati sorprendere da te stessa e dal coraggio che hai e che è più forte di quello che pensi.

Prendi il tuo bel costume giallo e nuota come Ariel, apri gli occhi sott’acqua, indossa dei pantaloncini, o la tua gonna preferita se ti va, e vai dove ti porta il cuore.

Nonostante le tue cicatrici.

Perchè se sei impegnata a splendere, improvvisamente quei segni sul tuo corpo nessuno, compresa tu, li noterà più.

Te lo assicuro.

 

“Non coprire nessuna ferita, perchè sei più bella così”.

 

Un grande abbraccio,

Miss Believe.

Se anche tu vuoi raccontarci qualcosa di te o chiederci semplicemente un consiglio, scrivici a: askto@latestatamagazine.it saremo felici di risponderti!

 

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