Gli e-sports: intervista a Ettore Giannuzzi

di Salvatore Di Giacomo

Per chi non sapesse cosa siano gli e-sports­ basta tradurre la e che c’è prima di sports con “virtuali”: ecco data la semplice definizione. Il termine e-sports indica il giocare videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico. Sono molti i videogiochi che ospitano queste competizioni ufficiali in Italia: tra questi c’è il celeberrimo videogame calcistico, Pro Evolution Soccer, che da due anni ormai con la sua competizione ufficiale (la Pes League) coinvolge tutti i player del mondo. Tra questi ce n’è uno conosciuto in tutto il panorama internazionale, che grazie al suddetto videogioco ha acquisito sempre più fama e reputazione. Sto parlando di Ettore Giannuzzi (nickname Ettorito97), che è stato ai microfoni de La Testata- Testa l’Informazione. In pochissime domande ha cercato di spiegare cosa ha provato in tutti questi anni di attività in ambito “pessistico”. Di seguito l’intervista.

Com’è stato e com’è competere tuttora ad alti livelli nell’ambito di Pro Evolution Soccer?

“È senz’altro una bellissima sensazione: vedere milioni di persone giocare a Pes ed essere tra i migliori è fantastico. Poi c’è da aggiungere che, giocando da moltissimi anni, ho visto l’avanzare negli anni delle varie stagioni pessistiche, e io sono sempre lì, ai vertici delle classifiche mondiali.”

Che emozioni hai provato quando sei diventato il campione del mondo di Pro Evolution Soccer?

“Quando ho vinto è stata la gioia più grande: diventare campione del mondo all’età di soli 13 anni è stata un’esperienza che mi ha segnato e che ricorderò molto probabilmente per tutta la vita.”

E quali emozioni hai provato, invece, quando sei stato sconfitto per tre volte in finale del mondiale?

“Per quanto riguarda le sconfitte sono esperienze che ovviamente mi hanno segnato negativamente, soprattutto per il modo con cui ho perso: nel 2010 ho perso con un banalissimo autogol, nel 2014 ho preso gol da un calcio piazzato avversario e nel 2017 ho subito gol negli ultimi secondi. Sono sconfitte che bruciano sia per il modo con cui sono maturate, sia perché volevo dimostrare al mondo e a me stesso che potevo salire più volte sul tetto del mondo di Pes. Sono episodi che mi hanno lasciato l’amaro in bocca, un po’ come la Juventus (squadra per cui tifo) che perde puntualmente in finale di Champions.”

Secondo te l’e-sport ha le potenzialità per diventare uno sport al pari del calcio, del basket ecc.?

“Ha sicuramente le potenzialità: infatti si possono comparare campionati reali con ʹcampionati paralleliˋ; inoltre le compagnie e le aziende che producono i videogiochi si stanno muovendo bene affinché l’e-sport acquisisca sempre più fama in tutto il mondo e si diffonda al pari di un vero e proprio sport. Non a caso si parla anche di e-sports alle Olimpiadi negli anni a venire, anche se credo ci vorrà ancora un po’ di tempo affinché questa “rivoluzione” avvenga, specialmente in Italia.”

Qual è il tuo sogno riguardante gli e-sports in Italia?

“Il mio sogno è quello di diventare un player stipendiato e far parte della sezione e-sports di una società italiana o estera dei campionati principali dato che alcune si stanno già muovendo (come l’Empoli con Fifa o il Cagliari). Questo sogno coinciderebbe con un grande traguardo per me. Dopo tantissimi anni di attività ad alto livello raggiungerei quello che per ogni player, credo, sia lo scopo principale.”

Al termine dell’intervista è doveroso ringraziare Ettore per la disponibilità e per la giusta umiltà con le quali ha risposto alle mie domande. Augurandoci che Ettore e altri player della community italiana continuino a tenere alta la bandiera italiana nel mondo degli e-sports, facciamo un enorme in bocca al lupo al player barese che a luglio sarà impegnato nei mondiali di Pro Evolution Soccer 2018.

 

 

 

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