Auctoritas Latinorum

di Paola Palumbo

 

“Non vitae, sed scholae discimus”

“Non impariamo per la vita, ma per la scuola”

Lingua morta: è così che la stragrande maggioranza delle persone definisce il latino, inutile ad ogni scopo formativo.

Tradurre una versione, comprenderne il testo, ai ragazzi d’oggi sembra solo una fatica inutile. È più semplice quindi munirsi di cellulare con una connessione internet e copiare… sperando la prof. non si accorga di questo sotterfugio!

Il latino sembra una lingua troppo complicata e difficile da apprendere, con tutte le sue declinazioni, le sue desinenze, i suoi casi a volte così uguali tra loro; una lingua senza articoli, che ci sembra così distante dalla nostra, ma in realtà non lo è.

Il motivo per il quale oggi questa lingua non viene considerata fondamentale è semplice: viviamo in un mondo dove conta la tecnologia, la scienza, internet, e in questo mondo la lingua per eccellenza è l’inglese.

Fortunatamente non tutti la pensano allo stesso modo: il latino è parte integrante del lessico odierno, perché è la base delle lingue neolatine e romanze, come lo spagnolo, il francese, l’italiano, ma anche di alcune lingue minori, come il ladino.

Esempi ne sono parole come “audio”, “bis”, “a priori”, “campus”, “deficit” … e così potremmo continuare all’infinito.

Il latino nasce nel primo millennio a.C. nel Lazio e appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee; diventa lingua ufficiale dello Stato Romano. Utilizzato principalmente per le ricorrenze religiose, a tutt’oggi è lingua ufficiale del Vaticano.

Il latino è comunicazione, da “communicare”, e cioè “cum” (insieme) e “munus” (dono), ossia condividere insieme un regalo, quello di affascinare, insegnare e mobilitare, o come direbbero i romani “delectare, docere et movere”.

“Historia vero testis temporum, lux veritas, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”.

“La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità”.

Ecco cosa direbbe Cicerone, sottolineando l’importanza della storia per comprendere il presente.

Non studiare il latino sarebbe come tentare di eliminare il nostro passato, vivere proiettati nel futuro dimenticando come ci siamo formati. E voi… non siete curiosi di scoprirlo?

 

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