Loro 2: Sorrentino racconta il vecchio e triste Berlusconi

di Marianna Allocca 

Con Loro2 viene ampliato il discorso che il regista Sorrentino ha cominciato con Loro1, mostrandoci l’altra faccia dell’ex premier: una celebrità sull’orlo di una crisi esistenziale.

Nella seconda parte del film il regista napoletano fa davvero sul serio, mettendo da parte il simpatico Berlusconi sbruffone con le sue sorprese smargiasse per riconquistare l’amore di sua moglie. Il film diviene melodrammatico, la storia dei due coniugi protagonisti non ha più basi solide sulle quali reggersi, mentre l’ex premier, noto politico e imprenditore, fa i conti con la paura di invecchiare e quella della morte che incombe. Infatti, Sorrentino vuole esibire prima di tutto l’uomo, con le sue fragilità destabilizzanti e gli stati d’angoscia. Spesso Silvio ha il volto incupito davanti alla mancata corrispondenza tra ciò che era stato ed è, sia a livello professionale che psicologico. Non gli basta convincere sei senatori per far crollare il governo di centrosinistra e tornare ad essere presidente del consiglio.

Loro 2 non inizia con un’allegoria animale come con la pecora di Loro 1, ma con Tamara, Euridice Axen, la moglie di Sergio Morra/Tarantini, Riccardo Scamarcio, la quale si depila il pube a bordo piscina in attesa della chiamata del Berlusconi vicino di casa. Qualche minuto dopo l’attore Toni Servillo si sdoppia allo stesso tavolo nella sua villa sarda: Berlusconi ed Ennio in una chiacchierata tra amici ricordando i bei tempi andati e le doti di Silvio, un tempo piazzista e venditore. Egli finge di essere un generico venditore di appartamenti – incredibile interpretazione dell’attore napoletano con l’uso di tre voci differenti – e telefona ad una signora sconosciuta per venderle una nuova casa, facendo leva sui desideri e i sentimenti della donna; insomma, ci troviamo di fronte ad un grande stratega, anche se ormai nulla può alimentare la sua allegria e dare un nuovo vigore alla sua autostima.

Sorrentino mette in scena ancora una volta le giovani prostitute, le quali altro non sono che una rappresentazione della fisicità decadente, eccetto Stella, la giovane ragazza che renderà Silvio patetico e triste, rifiutando le sue avances sessuali: “Hai l’alito di mio nonno, né profumato né maleodorante, solo quello di un vecchio”. Questa è la frase, che più di tutte, descrive al meglio la figura di un uomo in declino: una patetica e triste senilità. Ingobbito, fragile, senza stimoli, Berlusconi assiste assente ai balletti delle donne ospitate nella sua villa, come se nemmeno tutto ciò gli procurasse quel pizzico di ilarità.

Loro 2 è persino il ritratto della fine di un amore ridotto in mille pezzi. Una lite con campi e controcampi serrati per diversi minuti, dove i due ex coniugi si rinfacciano accuse e colpi bassi. Veronica, che per diversi minuti, sembra un po’ la voce di ogni accusa antiberlusconiana sentita nel corso degli anni, oltre a ricordare al marito tra le mille critiche, le leggi ad personam, l’aiuto di Craxi e il lavoro sporco delegato agli amici, gli pone la domanda sull’origine patrimoniale della sua ricchezza molto discussa. Domanda a cui Berlusconi non risponde “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ma che a sua volta rilancia ricordando le scarse doti dell’attrice Lario e aggiungendo un altro colpo basso: “Perché sei rimasta con me tutti questi anni?”.

Sorrentino si allontana dalla facile satira, dall’elogio e dalla critica feroce offrendo un ritratto inedito e un tentativo di entrare nell’intimità della persona.

La partita finale del solitario e vecchio Silvio si conclude con il terremoto dell’Aquila, con una metafora cinematografica tra il paese Italia e Berlusconi uomo, davvero degna di nota. Il sisma che distrusse la città abruzzese e che lo vide presidente del consiglio promettere la new town e il ritorno alla normalità si mescola con la crisi personale del protagonista attraverso un tripudio di citazioni felliniane sul finale e il susseguirsi dei volti dei terremotati e dei vigili del fuoco, ripresa che diventa puro vezzo stilistico. Loro 2 è un film che fa riflettere, ma soprattutto suscita emozioni come solo Paolo Sorrentino sa fare.

 

 

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