E se i Fugger fossero ancora tra noi?

di Francesca Caianiello


Il papato e altri misteri

La vendita delle indulgenze è affar noto. Eppure, passati ormai più di cinquecento anni, qualcosa di simile si verifica ancora tra le mura di Città del Vaticano.

Tra il 1500 e il 1550 si diffuse quella che è passata alla storia come “vendita delle indulgenze” poiché si necessitava di fondi per poter costruire la Basilica di San Pietro a Roma.
L’indulgenza è un vero e proprio aspetto della fede cristiana. Si tratta della possibilità di cancellare le conseguenze di un determinato peccato commesso da parte di un peccatore che abbia confessato con pentimento i propri errori e sia stato perdonato attraverso la confessione.
A ciò seguiva il versamento di una somma di denaro a favore del clero.
In questo modo, previo pagamento, i peccatori avevano modo di alleviare le loro pene, che avrebbero dovuto altrimenti scontare in Purgatorio.

La chiesa capì ben presto che questo fosse un fattore da non trascurare, anzi da tenere in auge per potersi assicurare prestigio e una gran quantità di denaro.
Da qui tutto lo sdegno di Martin Lutero circa “la vendita del perdono”.

Superato tale periodo storico non si è più parlato di vendita delle indulgenze con tanta insistenza, ma nel 2017 abbiamo qualcosa che vi si avvicina.

La pergamena contenente la benedizione del Papa.

Ebbene sì. Siete profondamente credenti e in occasione della vostra cerimonia desiderate ricevere gli auguri del vescovo di Roma? Nessuna paura, tutto è possibile!
Basta compilare un modulo e inviarlo tramite posta o fax (ma non telefonate, la segreteria vaticana è troppo impegnata per ascoltare le vostre richieste di benedizione!) all’elemosineria apostolica.
Accedendo al sito www.vatican.va, nella sezione “Elemosineria Apostolica“ bisognerà seguire le istruzioni e si otterrà la “Benedizione Apostolica su pergamena”.

Ma quindi il Papa nonostante i suoi innumerevoli impegni ha il tempo per porre la sua benedizione sui credenti che la richiedono? Certo che sì! Inviando un bonifico che varia dai €13 ai €25 – il prezzo varia in base al tipo di pergamena richiesta – il santo Padre sarà più che lieto di dare la propria benedizione.

Ovviamente alla cifra vanno aggiunte le spese di spedizione, che in Italia sono di €7 con posta ordinaria, €13 con corriere espresso.
La pergamena sarà ricevuta esattamente dopo un mese dalla richiesta.
Nel modulo bisognerà riportare:

  • il nome, il cognome e l’indirizzo del richiedente
  • il nome, il cognome del/i destinatario/i della benedizione
  • il motivo o l’occasione per cui viene chiesta
  • la data, il nome della chiesa e della località in cui ha luogo la circostanza per cui si chiede la benedizione, tutti necessari quando si tratta di un sacramento, della professione religiosa o di un anniversario
  • l’indirizzo a cui spedire il diploma e il relativo importo per il pagamento.

La pergamena con la benedizione del Papa è rilasciata in occasione del matrimonio, ma anche di altre funzioni e sacramenti come battesimo, prima comunione e cresima. Oppure per celebrare compleanni (diciottesimo e compleanni a cifra tonda), ordinazione presbiterale, professione religiosa, consacrazione secolare, ordinazione diacono permanente o anniversari degli stessi. In ultima analisi, si può richiedere la pergamena anche per la benedizione della singola persona o della famiglia cattolica.

Eppure non tutti possono ottenere tale benedizione.
Al momento della richiesta deve essere firmato nulla osta del parroco della parrocchia di appartenenza o di altra persona ecclesiastica. Viene richiesto cioè un parere favorevole, il quale assicuri che le persone destinatarie della benedizione papale siano cattoliche e praticanti. Ciò viene espresso mediante la firma e il timbro della parrocchia apposti in calce alla lettera della domanda o nella casella del modulo scaricabile per la richiesta.

Dei Fugger non sono rimaste neanche più le polveri, Martin Lutero ha fatto il suo pezzo di storia e i credenti versano ancora il proprio denaro a favore delle pietre vaticane.

Ovviamente ci auguriamo, anzi siamo sicuri che il denaro versato – oltre a ricoprire le spese della pergamena e il viaggio della stessa – sia devoluto ai bisognosi di cui la Chiesa si prende cura e si fa carico. Ciò che troviamo meno giusto è l’atto del “vendere” la benedizione, la quale dovrebbe essere puramente gratuita come la benedizione che ogni sacerdote fa ai propri fedeli durante la messa, come la benedizione che lo stesso santo Padre fa sui credenti durante l’Angelus.
La vendita della benedizione è qualcosa che nella nostra epoca non possiamo accettare.

Che le anime dei contribuenti almeno siano risparmiate dalle pene del Purgatorio!

 

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