Cinema e Streaming

La Casa de Papel: la rapina del secolo

di Marianna Allocca

“Qual è il motore più grande del mondo? L’amore? Il sesso? Il calcio? No, i soldi”.

Con questa frase possiamo presentare la serie televisiva attualmente più in voga, un fenomeno mediatico che ha influenzato parecchi giovani, soprattutto studenti, suscitando non poche polemiche: La Casa de Papel.

La serie spagnola è stata ideata da Álex Pina. La trama verte sul tentativo di rapina alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre: la zecca dello stato spagnolo. Il piano strategico è curato nei minimi dettagli da una misteriosa figura chiamata Il Professore, il quale recluta otto persone, per lo più criminali, per portare avanti il progetto ideato da tempo, ciò che diventerà la più grande rapina del secolo.

I criminali sono scelti accuratamente dal Professore in base a diverse caratteristiche essenziali al grande colpo: chi per conoscenza di artiglieria pesante, chi per rapine, chi per hackeraggio. Nessuno degli otto conosce la vera identità dei complici (il loro volto è coperto da una maschera di Dalì) e tra di loro non deve esserci alcuna relazione di qualsiasi tipo: le regole dettate dalla mente diabolica e affascinate del professore vanno rispettate, così come l’utilizzo dei nomi di otto città diverse da assegnare alle otto identità segrete.

Il primo dei complici che viene presentato è Berlino, capo dell’operazione, spietato e cinico, un rivoluzionario, caratterizzato da un fascino maschilista tendente al comando, alla leadership.
Subito dopo c’è Nairobi, una donna intraprendente, carismatica, sensibile, la migliore nella produzione di banconote false, ma sotto la sua maschera si celano scomodi segreti.
Mosca e Denver, padre e figlio, entrambi hanno vissuto un passato difficile, che pian piano emerge durante gli episodi.
Non meno importanti sono i fratelli russi Oslo Helsinki, reduci di guerra, dediti al combattimento e adatti a suscitare paura, ma con un grande cuore.
Poi, c’è il più giovane della banda, Rio, quello più buono e inesperto, ma preparatissimo come hacker, il quale ha una storia d’amore con Tokyo, voce narrante del telefilm, impulsiva e affascinante, in bilico tra il desiderio di libertà e quello di vendetta.

Tutti loro sono gestiti come le pedine di una grande scacchiera nelle mani del Professore, il quale non vuole escogitare solo una grande rapina, dal momento che l’obiettivo non è soltanto una mera questione di soldi, bensì coinvolgere l’opinione pubblica, opporla contro l’istituzione statale, purché ciò avvenga senza violenza.

Noi non ruberemo soldi a nessuno, non uccideremo nessuno, alla fine l’intera Spagna e l’intero mondo faranno il tifo per noi”.

Parole che il Professore ripete ai suoi complici aggiungendo che il popolo tende a tifare gli sconfitti e gli oppressi. Un po’ come il Camerun contro il Brasile, i più deboli sono i rapinatori contro il mondo bancario, lo stato, e così l’intero mondo tiferà per loro.

Dunque, la strategia è entrare e poi uscire dalla Zecca di Stato, stampando milioni e milioni di euro tramite ostaggi, per guadagnare tempo, senza uccidere nessuno, però la polizia non è a conoscenza di tutto ciò. In questo modo s’innesca un gioco psicologico, una specie di complotto, tra le tattiche del Professore e lo Stato, tra divisioni di intelligence e servizi segreti. Anche quando il piano sembra andare male, sull’orlo di un collasso, lo spettatore scopre che il corso degli eventi deve andare necessariamente così, tutto fa parte del piano.

Sarà questo tipo di strategia a far cadere Raquel Murillo, ispettore di polizia, in una fitta ragnatela emotiva e professionale. Ma proprio i sentimenti giocheranno un ruolo importante e improvvisamente smuoveranno tante vicende. Sarà l’amore tra Tokyo e Rio a sconvolgere gli equilibri all’interno della Zecca, saranno i motivi di salute e altri segreti di Berlino a spiegare certi atteggiamenti e punti di vista. Sarà l’amore del Professore per l’ispettore di polizia e il suo modo di farsi amare dall’opinione pubblica a decretare la sua vittoria e la sua rovina. Così facendo lo spettatore trovandosi davanti ai bivi, alle strategie, ai sentimenti, non sa più per chi tifare, non sa più cosa sia il male o il bene.

I protagonisti della rapina si identificano come i figli della Resistenza, da qui la canzone Bella ciao che fa da sottofondo a svariati momenti della serie. Parliamo di una resistenza fra lo Stato e chi vuole cambiarlo: una continua lotta tra oppressi e oppressori.

Fiducia, amicizia, amori disperati, destini segnati, sindromi di Stoccolma, tutto ciò sarà un tunnel di problemi, prima di raggiungere la luce, la libertà o la giustizia che ogni giorno, in fondo, ognuno di noi cerca disperatamente. Tutti hanno il bisogno di evadere, non solo dai dolori, dai propri obblighi morali, ma di evadere al di là delle costrizioni sociali, al di là delle nostre abulie.

 

 

 

 

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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