Vitigno Italia: un’esperienza sensoriale

di Francesco di Marzo

Bacco perbacco! No, non è Zucchero Sugar Fornaciari che scrive e che parla.

Parafrasare il verso iniziale della sua canzone è solo per sottolineare l’estremo ed evidente connubio che c’è fra il dio del vino e lo stupore che la 14esima edizione del Vitigno Italia, questa volta di scena nell’eccezionale e suggestiva location del Castel dell’ Ovo di Napoli dal 20 al 22 maggio, riesce a dare e ad offrire.

Vitigno Italia.

Il vino, in tutte le sue molteplici sfaccettature e angolazioni, in tutti i sensi.
Sensi, appunto. I cinque sensi nella loro massima espressione totale.

Il gusto, in primis
Gustare, degustare, decantare, assaggiare, il tasting, avere la possibilità di farlo scegliendo tra 250 cantine diverse, 2000 etichette, da ogni parte d’Italia. Si può passare dal Sud Italia, con il Greco di Tufo delle Cantine di Marzo, in provincia di Avellino, proprio dove è nato questo eccellente prodotto, oppure la Sicilia, direttamente dall’Etna, con Palmento Costanzo, fino al Nord, con Pojer e Sandrini e il loro Riesling.

Non solo vino, non solo vitigni. Gustare gli eccellenti prodotti di mozzarella di bufala campana o i salumi di Cillo. Per non parlare di Viticoltori Migliozzi con il loro Falerno del Massico. Le eccellenze, nella loro miglior esaltazione possibile.

La vista
Vedere le varie cantine e aziende vinicole presenti tra gli scorci del Castel dell’Ovo mentre si degusta, avere la possibilità di guardare un panorama mozzafiato come quello di Napoli. Oro per la vista, dorato come il giallo dei bianchi da bere o rubino per i rossi. Pietre preziose, gemme, come la città di Napoli, che ammirata con un calice è un’estasi per gli occhi.

L’olfatto
Lasciarsi inebriare dagli aromi e dai sapori che emergono dai prodotti offerti dagli stand presenti, dal fruttato, dall’erbaceo, con le sensazioni di freschezza, ma soprattutto dai profumi, che si possono sentire, delle zone dove vengono prodotte queste eccellenze; con l’odore del mare che fa da spalla a questo insieme di sapori e odori.

L’udito
Le persone, i loro commenti, le loro sensazioni, le loro voci, le voci dei produttori, le storie di ogni cantina, il rumore dei calici, perché no, anche quelli fatti cadere, ma anche quelli per i brindisi. Brindare alla vita, a un momento di gioia e di svago, di libertà.

Il tatto
Toccare con mano ciò che si vede e ciò che si gusta, toccare le mani del proprio accompagnatore mentre si cammina all’interno del castello, sentire con le proprie mani il calice, agitare il vino all’interno, toccarlo, sentirlo.

Il vino, la gastronomia, il mare, Napoli. In tutti i sensi. Completamente. Inebriante. Come il vino, come le sensazioni che ti offre.

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